«Fratta contaminato, rete idrica ancora a rischio»

La deputata M5s Silvia Benedetti lancia l’allarme sullo stato del fiume Fratta, tra Cologna Veneta e Merlara: «Con alcuni attivisti sabato abbiamo effettuato un sopralluogo per verificare le condizioni del crocevia idrico che nel bene o nel male condiziona mezzo Veneto e ci siamo subito resi conto che le preoccupazioni dei residenti sono fondate: il fiume Fratta, già con evidente scarsità d’acqua per la siccità, non riceve dal Leb, ridotto ai minimi termini dai lavori della centrale Enel di Belfiore, la quantità di acqua prevista, assolutamente necessaria per la vivificazione ambientale. Nonostante il netto calo del livello del fiume non è tuttavia minimamente calata la portata del tubo Arica che sversa gli scarichi dei depuratori vicentini, già di per sé, almeno a vista, più densi e scuri. A nostro avviso – continua il comunicato stampa della deputata – risulta incredibile come non sia stata approntata alcuna iniziativa per ridurre l’inevitabile impatto ambientale, tanto più in questa fase critica di scarsità d’acqua».

«Risulta altresì che Arica, il consorzio che riunisce i 5 depuratori dell’ovest vicentino, possa utilizzare un impianto di pompaggio direttamente dall’Adige nei casi in cui il canale Leb non sia in grado di fornire i mc necessari per la vivificazione ambientale. Tale impianto non risultava stranamente in funzione, come mai? E ancora, vista la scarsità d’acqua, come mai il consorzio Arica non ha diminuito la portata dello scarico? Forse si sarebbe potuto e dovuto chiedere al distretto della concia di rallentare il suo ciclo produttivo? In un momento di secca come questo, che già sta provocando notevoli preoccupazioni in tutto il mondo agricolo – conclude la portavoce grillina – non riusciamo a capacitarci di come, con tanta leggerezza, si possa concedere che la poca acqua a disposizione venga compromessa in questo modo nel silenzio più generale e senza prendere dei provvedimenti precauzionali d’emergenza, secondo noi d’obbligo».

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