Vittorio Veneto, pane tra i rifiuti: «sono stati i profughi»

«Vittorio Veneto, 5 aprile 2017 ore 6,12. Hotel Winckler San Floriano. Lo spreco dei richiedenti asilo quando a pagare sono i contribuenti veneti. Vergogna vergogna vergogna». Così in un post su Facebook Gianantonio Da Re, ex sindaco di Vittorio Veneto e segretario nazionale della Lega Nord, ha espresso la sua frustrazione nel vedere una foto che ritrae interi sacchi di pane gettati nei bidoni della spazzatura dai profughi ospitati all’albergo. Come scriveFrancesco Dal Mas su La Tribuna a pagina 34, all’hotel Winckler sono ospitati 80 richiedenti asilo. «Se tanto pane finisce nei rifiuti – è la reazione dell’esponente leghista -, due sono le possibili conclusioni: o chi gestisce la cucina non sa programmare, oppure i profughi sono meno numerosi di quelli certificati in Prefettura – attacca Da Re – Il pane per noi è sacro, più di ogni altro cibo. Quello che avanziamo, viene infatti riciclato, o almeno riscaldato e rimangiato. Questi signori sono così pasciuti, pur provenendo da territori di guerra e di fame, che non sanno che farsene del pane. Mentre tanti italiani hanno letteralmente fame».

«Se lo scopo della foto che sta girando è sollecitare ad un intervento da parte di chi di dovere, ben venga – commenta Marco Dus, capogruppo del Pd -. Mi pare, invece, che l’unico scopo raggiunto dalla foto sia stato quello di attivare cellule dormienti di xenofobi. Leggendo i commenti sottostanti la foto il quadro è davvero allarmante, come tal Alberto B. che scrive “Bisogna subito portare nuovo pane, inserendo all’interno chiodi in acciaio !…… farabutti” altri commenti di Silvia M. “Devono morire… Morire tutti! Ci sono famiglie che non riescono neanche a comprare il pane…». «Rassicuro l’ex sindaco di Vittorio Veneto che né a San Floriano né negli altri centri di accoglienza gestiti dalla nostra cooperativa si spreca cibo, tanto meno del pane – commenta Paola Mason, presidente della Cps, cooperativa che gestisce l’albergo – . Non conosco il caso specifico, cercherò di saperne di più».

(ph: Facebook)

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