Siria, Usa attacca con 59 missili. Trump: «mondo sia con noi»

Gli Stati Uniti hanno lanciato 59 missili “Tomahawk” verso la base aerea siriana da cui si presume sia partito l’attacco con armi chimiche nella provincia di Idlib. Si tratta del primo attacco diretto Usa alla Siria da quando Donald Trump è diventato presidente. L’attacco non era stato preannunciato, queste le parole di Trump: «nessun bambino dovrebbe soffrire come hanno sofferto quelli siriani. Il bombardamento americano in Siria è nel vitale interesse della sicurezza degli Stati Uniti. La Siria ha ignorato gli avvertimenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu». Trump ha concluso chiedendo al mondo di unirsi agli Usa «per mettere fine al flagello del terrorismo».

Parole di condanna da parte di Mosca: «attacco a uno stato sovrano che costituisce una violazione delle norme del diritto internazionale, per giunta pianificato. Questa mossa da parte di Washington provoca un sostanziale danno alle relazioni russo-americane, che sono già ridotte a brandelli». Angela Merkel ha commentato: «è una vergogna che non ci sia stata una risoluzione del consiglio di sicurezza dell’Onu. Su questo proprio coloro che si rifiutano, devono riflettere su che responsabilità si assumono». E il presidente turco Recep Tayyip Erdogan accusa: «Con le armi chimiche Assad ha ucciso 150 civili. Allah li vendicherà. Anche noi faremo la nostra parte».

Per quanto riguarda i politici italiani, il ministro degli esteri, Angelino Alfano, commenta: «l’Italia comprende le ragioni di un’azione militare Usa proporzionata nei tempi e nei modi, quale risposta a un inaccettabile senso di impunità nonchè quale segnale di deterrenza verso i rischi di ulteriori impieghi di armi chimiche da parte di Assad, oltre a quelli già accertati dall’Onu». Lega Nord e MoVimento 5 stelle, invece, condannano con parole molto dure il raid americano contro la Siria. «Trump in Siria fa la scelta più sbagliata e riapre una guerra contro il terrorismo islamico che era già stata vinta – sono le parole di Matteo Salvini -. Forse qualcuno a Washington vuole ripetere i disastri dell’Iraq, della Libia e delle primavere arabe con tutte le devastanti conseguenze per Italia e Europa?».

Dura anche la nota dei gruppi M5S di Camera, Senato ed Europarlamento. «Si è preferito bombardare ancor prima di incaricare l’Onu di avviare una inchiesta indipendente per accertare i responsabili dell’uso di armi chimiche. Le bombe, a quanto pare, vengono prima di tutto. La soluzione a una guerra non può essere un’altra guerra. Dopo 20 anni di errori non sembra essere cambiato nulla, purtroppo. No a un’altra Libia, a un’altra Iraq o a un’altra Afghanistan. L’Italia resti fuori da questo risiko e rispetti articolo 11 della Costituzione».

+++AGGIORNAMENTO 17:50+++

Notizia di questi minuti, riportata da Fox News: una nave da guerra russa sarebbe entrata nel Mediterraneo e si starebbe dirigendo verso i due cacciatorpedinieri americani che hanno lanciato l’attacco in Siria della scorsa notte

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