Legge anti-moschee, ok della Consulta

La Corte costituzionale dà il via libera alla legge anti-moschee: ieri il pronunciamento sulla norma che prevede la chiusura degli edifici di culto sprovvisti dei «titoli urbanistici» e lo spostamento dei nuovi centri di preghiera fuori dai centri cittadini, nelle zone destinate ai servizi. Secondo quanto scrive Monica Zicchiero a pagina 2 del Corriere del Veneto di oggi, la legge era stata impugnata dall’allora primo ministro Matteo Renzi che la riteneva discriminatoria.

Alla fine, l’unica parte della legge bocciata dalla Consulta è, come anticipato ieri da Vvox, quella che avrebbe imposto l’italiano come lingua obbligatoria in tutti i centri di preghiera. Una disposizione «palesemente irragionevole», in quanto introduce un vincolo linguistico in una legge di tipo urbanistico.

«Un’indiscutibile vittoria – commenta il governatore Luca Zaia – solo tre righe dell’intera legge sono state bocciate per il riferimento all’uso dell’italiano nelle moschee. Quantomeno sorprendente poco dopo che il ministro dell’Interno Minniti ha sottoscritto un accordo con la comunità islamica moderata che prevede l’uso della nostra lingua nelle moschee. Anche l’accordo col governo è incostituzionale?».

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