Padova, Verona e Belluno, elezioni comunali: istruzioni per l’uso

Breve vademecum per cercare di sopravvivere (e soprattutto votare al meglio) alla prossima tornata elettorale

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Il Sindaco
Informiamo i cittadini che alle prossime amministrative non eleggeranno solo un Sindaco. Il linguaggio comune e dei media induce a pensare che dalle urne uscirà il nome di un despota – nel migliore dei casi illuminato e benevolo – dal quale dipenderanno le sorti della città. Talora capita che anche l’eletto si ritenga legittimato a governare da solo, ma non è così. Quei Sindaci che per ignoranza o supponenza – sinonimi di incapacità – lo hanno pensato il più delle volte sono stati cacciati anzitempo.

Il Consiglio Comunale
In effetti la legge vigente per scegliere le amministrazioni locali è esageratamente autoritaria e sbilanciata a favore del Sindaco. Ciononostante sarebbe utile esprimere voti di lista con cognizione di causa e non limitarsi a guardare al “Capo” dell’amministrazione. I cittadini, oltre al Sindaco, potranno scegliere i loro rappresentanti in Consiglio Comunale ed esprimeranno tre voti, anzi due e mezzo: voteranno il candidato Sindaco che vorrebbero alla guida del governo della città; inoltre voteranno una lista che esprimerà i Consiglieri Comunali che lo controlleranno e delibereranno sulle questioni più importanti; infine potranno esprimere all’interno della lista una preferenza. Si potrà votare un candidato Sindaco e una lista che ne sostiene un altro.

La Giunta
La Giunta comunale la nominerà il Sindaco, formalmente in assoluta autonomia, ma di fatto delegando parte del suo potere a chi lo sostiene. I Consiglieri, nei Comuni più popolosi, non possono fare parte della Giunta. Succede però troppo spesso che i Sindaci nominino assessori quei consiglieri che hanno preso più voti. Costoro si dimettono per assumere la carica, ben remunerata e gradita, di assessore. Così facendo tradiscono i loro elettori perché vengono meno al ruolo di controllori del Sindaco che i cittadini si aspettavano da loro. Poiché il Sindaco può licenziare gli assessori quando vuole, costoro devono essere obbedienti, altrimenti dopo avere lasciato la rappresentanza dei loro elettori, perdono anche potere e stipendio. La Giunta – almeno buona parte di essa – andrebbe presentata dal candidato Sindaco prima delle elezioni in modo da dare alla cittadinanza un’idea precisa del livello di competenza di chi sarà chiamato a cooperare con il Sindaco. Finora sono stati pochi i Sindaci che si sono comportati in questo modo sebbene questa dovrebbe costituire una norma basilare di trasparenza e di rispetto della sostanza della norma. Si è arrivati al punto di dichiarare pubblicamente che i Consiglieri con più preferenze si sarebbero dimessi per fare gli assessori. In sostanza che avrebbero barattato la fiducia dei cittadini con quella del Sindaco in cambio (mi ripeto) di potere e stipendio.

Cento liste e mille canditati
La partecipazione alle campagne elettorali non serve solo per essere eletti, ma svolge anche la funzione di costruire una diversa opinione pubblica, presentare idee e progetti che aumentano il livello di consapevolezza e conoscenza. Questa è la parte più reale della democrazia perché consente a tutti di parlare. Naturalmente, la militanza a sostegno di un candidato o una lista consente ai più di accumulare meriti per essere in seguito nominati in Consigli di Amministrazione e ricevere incarichi fiduciari come premio per il loro impegno. Purtroppo sono molte le cariche che si ottengono grazie alla fedeltà dimostrata anziché in base alle competenze.

Il rapporto con il Governo
Sono cose note, ma è opportuno ribadirle perché, al di là delle qualità del candidato che si vota, è necessario valutare chi lo sostiene, quali interessi rappresenta, a chi il Sindaco dovrà rispondere e quale apporto culturale e tecnico le varie liste di sostegno gli forniscono. Inoltre, si deve valutare la capacità delle coalizioni e del Sindaco di rapportarsi politicamente con il Governo. Questa qualità del Sindaco è molto importante oggi a causa dell’indebolimento dei poteri (e della finanza) locali. Il Sindaco piuttosto che essere il rappresentante dei cittadini è diventato il terminale locale dei poteri nazionali. Tanto quanto la legge attribuisce a lui solo la guida della città avendo in gran parte svuotato la sostanza della rappresentanza del Consiglio e della Giunta, così allo stesso tempo ha trasformato buona parte dei Sindaci dei Comuni maggiori in burattini nelle mani dei poteri centrali.

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  • Giulia Vanin

    Sbaglio o sono due le preferenze (maschio femmina) che possono essere date all’interno della lista?

    • Corrado Poli

      Sì, è così naturalmente, ma il senso dell’articolo non cambia!

  • A Padova votare o Bitonci o chi vuole l’invasione islamica africana (PD con Giordani e M5S).
    A Verona e Belluno comunque votate centrodestra, leghisti. O così o saremo tutti maomettani ottomani.