Sanità, penale per mancata disdetta: pagherà solo chi può

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La delibera regionale 600 del 2007 prevede che l’impossibilità a presentarsi ad un esame o una visita già prenotata debba essere comunicata con un anticipo minimo di due giorni lavorativi. Altrimenti, come scrive Michela Nicolussi Moro a pagina 9 del Corriere del Veneto di oggi, chi si dimentica di comunicare la disdetta al Cup deve pagare una sanzione pari al costo della prestazione (intero, non il semplice ticket). Cifre in alcuni casi, si pensi ad esami quali Tac o risonanza magnetica, che possono arrivare anche a varie centinaia di euro.

I direttori generali della Sanità veneta hanno quindi deciso di non infierire sui casi sociali: chi non può permetterselo non pagherà la penale. «La delibera di dieci anni fa fu emessa per abbattere il 20% di mancate disdette da parte di pazienti che magari prenotavano in cinque posti diversi per poi scegliere quello con il minor tempo d’attesa — spiega il dg Sanità e Sociale, Domenico Mantoan — se oggi qualcuno si dimentica di disdire, e succede soprattutto per le visite prenotate diversi mesi prima, ho detto ai dg delle Usl di usare il buon senso. E di farsi scrivere dal paziente i motivi, per evitare di infierire su chi vive una situazione già difficile».

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