«Cari sovranisti, ecco perchè Trump non andava idolatrato»

«Il problema dei sovranisti de’ noantri è che non conoscono la storia (nella categoria comprendiamo anche quelli che risiedono fuori dai confini dell’Italia) (…) Ma davvero qualcuno immaginava che Trump avrebbe stravolto le dinamiche espansionistiche degli Stati Uniti relegando il Paese nel recinto dell’irrilevanza? Se anche l’avesse pensato (e non è così: “America first”, vorrà pur dire qualcosa benedetti sovranisti europei!) non glielo avrebbero consentito». Così, in un intervento pubblicato su le Formiche, il giornalista ed ex direttore del Secolo d’Italia, Gennaro Malgieri, riflette sulle conseguenze dell’attacco missilistico ordinato dal presidente Usa Donald Trump contro il regime di Bashar Al Assad in Siria all’indomani della strage con il gas nervino. Malgieri critica in particolare i supporters della prima ora del presidente americano, ora spiazzati dall’ennesimo atto di aggressione Usa contro uno stato sovrano.

«Trump – diciamolo chiaro e tondo – è, sia pure a suo modo, un uomo dell’establishment, è la punta di diamante (come lo sono stati i suoi predecessori) della prima potenza mondiale che non vuole per nessuna ragione al mondo rinunciare ad esserlo – continua il giornalista ed ex parlamentare -. Il complesso industriale e militare statunitense, che non ha riferimenti politici esclusivi, ma è esso stesso potere governante, non deve usare la forza per imporre a chicchessia l’inquilino della Casa Bianca comportamenti funzionali al mantenimento dell’ordine americano. E se, talvolta, accade che ciò venga messo in discussione nel gabinetto ristretto presidenziale, non c’è bisogno di un grande lavorio per riportare sui binari della “normalità” l’amministrazione».

«Sorprendersi adesso dell’attacco in Siria e della sostanziale rottura delle relazioni con Putin (anche su questo punto si sono costruite leggende ad uso e consumo della propaganda contro i due leader) equivale ad ammettere un abbaglio che potrebbe pregiudicare le fortune dei sovranisti europei – conclude Malgieri -. In Siria, dovrebbe essere chiaro a tutti, si combatte una guerra sbagliata per ciò che attiene all’obiettivo. E l’Europa dovrebbe esserne consapevole più di ogni altro soggetto. Assad non è uno stinco di santo, come tutti sappiamo. Ma è ancora il male “necessario”: se levasse le tende improvvisamente, lo Stato islamico dilagherebbe nella regione con l’appoggio (palese o occulto ha poca importanza) dell’Arabia Saudita e di tutto il mondo sunnita che non aspetta altro. Nel cuore del Mediterraneo si costituirebbe davvero un potente Califfato che minaccerebbe da vicino l’Occidente ben più di quanto sta facendo con gli attacchi terroristici che ispira e finanzia».

(ph: intelligonews.org)

 

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