Delrio, a quando un’operazione-verità sulle infrastrutture promesse?

Il principio di responsabilità imporrebbe realismo e rigore nell’uso dei fondi pubblici. Come quelli Ue, che la politica italiana ignora

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Irresponsabili e pericolosi, o utili idioti?  Lorsignori applicano alla rovescia il messaggio del libro dell’intellettuale francese Christian Salomon, “La politica nell’era dello storytelling”, che svela gli inganni dei politici. L’autore giustamente afferma che siamo nel tempo della politica nazionale che non conta quasi più nulla, essendo il vero potere in mano a organismi internazionali. E’ esattamente quanto avviene nel campo europeo delle infrastrutture: la flessibilità di circa un terzo di punto di Pil concessa per gli investimenti in infrastrutture non è stata utilizzata. La politica degli Stati semplicemente non c’è.

La ragione? Essendo questa flessibilità connessa all’uso di fondi europei, doveva essere cofinanziata. Ovvero il nostro governo avrebbe dovuto aggiungere ai soldi dell’Ue circa 4 miliardi di euro (è la cosiddetta “condizionalità”). Non sono stati capaci di trovarli i soldi, altro che investire in crescita. A chi governa bisognerebbe far leggere, più che Salomon,  il “Principio di responsabilità” di Hans Jonas.

Un’immediata applicazione sarebbe l’emissione dei 50 decreti attuativi del nuovo Codice Appalti, che con il decreto di febbraio ha visto la correzione di ben 83 articoli. Si attendono almeno i 14 decreti attuativi dal solo Ministero delle Infrastrutture, il cui titolare Graziano Derlio dovrebbe rilasciare meno interviste pre-elettorali e mostrare più capacità di governo.

Nel nuovo Codice persistono tre cancri: il contraente generale, i commissari straordinari (Pedemontana Veneta docet) e la famigerata “struttura tecnica di missione”, ristrutturata in “struttura tecnica di missione per l’indirizzo strategico, lo sviluppo delle infrastrutture e l’alta sorveglianza”. Una trasformazione nella migliore delle tradizioni di marketing della politica degenere. La prova sta nella possibilità di revisione dei progetti (project review). Quale migliore occasione per eliminare ogni dubbio sulla fondatezza dell’intercettazione dei Ros della conversazione tra il presidente di Italferr e un alto dirigente Fs, poi diventato consulente del vecchio ministro delle infrastrutture? «Come emerge dalle indagini – si legge nell’ordinanza – Incalza (su cui sono cadute alcune ipotesi di reato, come si legge qui) dirige con attenzione ogni grande opera, controllandone l’evoluzione in ogni passaggio formale: è lui che predispone le bozze della legge obiettivo, è lui che, di anno in anno, individua le grandi opere da finanziare e sceglie quali bloccare e quali mandare avanti, da lui gli appaltatori non possono prescindere».

Al di la della verità processuale è patrimonio comune la fondata convinzione che le opere come l’Ala Velocità costano tre-quattro volte quelle realizzate in altri Stati. Scandaloso il costo unitario a km della Bs-Vr e Vr-Vi, e del tratto alpino del Frejus. Quale migliore occasione, per utilizzare le linee guida per l’analisi costi-benefici e perseguire le finalità della struttura di missione? Invece nulla, perché sulle 25 opere da 90 miliardi non si fa assolutamente nulla. Saranno opere che nella migliore delle ipotesi saranno completate in mezzo secolo. Il motivo si chiama combinato disposto Fiscal Compact più fine dell’intervento della Bce nell’acquisto dei titoli pubblici.

Concluso il ciclo elettorale nella Ue, soprattutto con le elezioni tedesche, e misurato gli effetti dei provvedimenti di Trump su dazi e riaperture fascicoli per “concorrenza sleale”, in Europa (Italia compresa) vedremo dove sarà possibile trovare risorse, in Paesi che dopo aver perso la sovranità monetaria vedono fortemente condizionata la sovranità fiscale e quindi le sue scelte politiche. Non escludo che sarà la Troika prossima ventura a intervenire sulle infrastrutture perché è molto probabile che dovremo chiedere l’intervento del Mes (Meccanismo Europeo di Stabilità monetaria) dopo il fallimento di fatto nell’uso della liquidità della Bce trattenuta dalle banche.

(Ph. da stradeeautostrade.it)

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