Fondazione Roi, chiarezza sul passato

Il neo-presidente Diamanti vuole ripartire su nuove basi. Ma la verifica dei conti lasciati da Zonin va fatta. E resa pubblica

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Chi scrive queste note è uno che si è molto interessato, e continua a farlo, alla bella e utile fondazione lasciata in eredità a Vicenza dal marchese Boso Roi. Il recente passato e le discutibili iniziative della gestione precedente guidata da Gianni Zonin avevano trovato un po’ di sollievo quando la Banca Popolare decise l’entrata di nuovi consiglieri e l’elezione a presidente del prof. Ilvo Diamanti. Perché il sospirone? Io e tanti altri abbiamo subito immaginato un new deal per questa utilissima stampella per il museo del Chiericati e dintorni. Ma ora sopraggiunge qualche perplessità.

Mi spiego. Sull’utilizzo di una parte dei beni della Fondazione per finalità, a nostro avviso, non corrette, la mia associazione, Vicenza Riformista”, ed il sottoscritto hanno interpellato l’apposito ufficio della Regione che controlla gli atti delle Onlus. Non siamo riusciti a cavare un ragno dal buco. Personalmente, mi sono rivolto a due consiglieri regionali del mio partito, il Pd, per chiedere loro di approfondire la cosa, e, udite udite, non mi hanno nemmeno risposto. Ne trarrò, ovviamente, le mie conclusioni. Sempre con il mio gruppo abbiamo contattato alcuni legali amici per un loro parere sulla correttezza delle suddette operazioni della vecchia amministrazione. Hanno corroborato i nostri sospetti.

Alla nomina del nuovo cda abbiamo gioito pensando che la prima operazione sarebbe stata quella di fare il punto su quanto avvenuto in passato e di ripartire ex novo con altri criteri. Finora non sembra che la tanto attesa verifica dei conti sia stata effettuata e se fosse avvenuta in house, non vediamo il motivo per non averne messo le risultanze a disposizione della città. Nei primi giorni del suo insediamento il presidente ebbe a dire: mettiamo una pietra sul passato e ripartiamo su nuove basi. Eh no, gentile amico, sul passato si deve fare chiarezza completa e, trattandosi di una realtà intimamente cittadina, credo se ne debba rendere conto anche a tutti noi.

Il nuovo presidente è oberato da molteplici impegni e questo è noto; ma allora, se la lentezza delle operazioni è una questione di tempo, va spiegato con le dovute argomentazioni. Stupisce che sulla Roi il sindaco Achille Variati non sia intervenuto in prima persona per chiarire tutti i punti oscuri relativi agli impieghi fuori statuto della Fondazione. E dire che il nostro primo cittadino, quanto ad interventi, non si risparmia di certo.

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  • Ilario Fantuzzi

    E anche, soprattutto, sul futuro!
    Prof. Diamanti, la trasparenza è un metodo, ma la responsabilità si misura dalla strategia e dalle azioni conseguenti.
    Del senno di poi sono piene le fosse.
    E’ la strategia per il futuro il tema su cui cimentarsi