Cantine vs Zaia: «Valpolicella nell’Unesco? Troppo cemento»

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La proposta del governatore del Veneto Luca Zaia di candidare la Valpolicella a patrimonio dell’umanità non raccoglie gli entusiasmi degli storici produttori di vino della zona. Come scrive Matteo Sorio sul Corriere del Veneto nell’edizione di Verona a pagina 3, sul banco degli imputati finisce la cementificazione del territorio. «Zaia sfonda una porta aperta. Ma allora bisogna anche parlare di cementificazione, di scempi già fatti – dice Marilisa Allegrini, regina dell’Amarone (in foto) – bisogna porre la questione della credibilità».

«Dello stesso avviso la Valpolicella è fantastica. Però ci sono molte zone cementificate», commentano dallo stand di Zenato al Vinitaly. «Bisogna salvaguardare la collina della Valpolicella, ad esempio impedendo di fabbricare dai 200-300 metri in su», sottolinea la famiglia Tommasi. «L’idea è buona, ma sembra un po’ tardiva. La Valpolicella sul piano edilizio è stata abbastanza devastata, con sviluppi immobiliari anche poco attenti, in zone che dovevano essere protette», rilevano da Sartori. Sulla stessa linea d’onda anche la famiglia Speri (Amarone) e Masi.

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  • sator

    Questi signorotti fanno utili mostruosi, pagano due lire di tasse ed hanno anche la pretesa che il territorio si conformi alle loro esigenze. Comincino loro ad investire qualche briciola a favore della Valpolicella che li ha resi ricchi, non certo le loro capacità imprenditoriali.