“Regole Ampezzo”, ennesimo no a parità uomo-donna

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Regole d’Ampezzo” è un’antica istituzione proprietaria di boschi e pascoli di Cortina (ne avevamo parlato qui). Ieri si è svolta la consueta assemblea e, per l’ennesima volta, è stata bocciata la proposta di portare all’interno del “laudo”, lo statuto interno, la parità di diritti tra uomini e donne e tra giovani e anziani. Come spiega il Corriere del Veneto, si chiedeva per esempio di cambiare la norma che prevede che un fratello maschio tolga ogni diritto alla sorella che nasce in una delle famiglie originarie di Cortina; ma gli stessi figli maschi non contano nulla e non possono accedervi fino alla morte del capofamiglia.

Un altro esempio più recente e concreto: soltanto i figli maschi hanno potuto accedere all’assegnazione di appartamenti realizzati dalle Regole per mettere un freno all’emigrazione del paese. Mentre le loro sorelle non hanno potuto partecipare alla gara. Nonostante i voti siano stati decisamente a favore della modifica, non sono stati sufficienti visto che il laudo prevede che ci siano due terzi dei consensi: al raggiungimento della soglia mancavano solamente due voti.

(Ph: wikipedia.org)

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  • pachiara

    Evviva le Regole d’Ampezzo. Evviva il loro mantenimento! Basta con questa ipocrita azione femminista volta a cambiare la storia facendola leggere con le zucche di oggi! Tenete duro, vale la pena opporsi a tutte queste “modernità” che rapidamente porteranno la società al caos vero e proprio!