Aim-Agsm, Cappelletti (M5S): «Padoan riferisca su fusione»

 

Il senatore M5S Enrico Cappelletti informa con un comunicato stampa di aver presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’economia e delle finanze in merito alla fusione tra Aim e Agsm. Cappelletti chiede in particolare «quali siano le ragioni per cui si stia procedendo così frettolosamente e per quale motivo la fusione debba avvenire necessariamente negli ultimi scampoli dell’amministrazione comunale veronese, prima delle elezioni dell’11 giugno; se il Ministro non ritenga, invece, che, data l’importanza dell’operazione ed il coinvolgimento di servizi pubblici essenziali, non si debba procedere valutando attentamente tutte le possibili ricadute sui servizi e sui cittadini che ne sono destinatari. Inoltre, abbiamo chiesto al Ministro il motivo per cui Aim Vicenza, società di proprietà del comune, abbia negato ai consiglieri comunali l’accesso agli atti relativi allo studio, effettuato dall’advisor di Aim, sui possibili scenari dell’aggregazione con altre multiutility e di intervenire al fine di rendere tale studio di pubblico dominio»

«Riteniamo – prosegue il senatore grillino – che un’operazione così rilevante e delicata debba avvenire nella quanto più possibile trasparenza e diffusione di informazioni agli utenti circa le ricadute sui servizi erogati. La fusione e la successiva quotazione in borsa potrebbero comportare un indebolimento del ruolo della pubblica amministrazione nell’erogazione dei servizi e potrebbe aprire la strada alla loro privatizzazione; inoltre, la gestione di partecipazioni quotate, insieme ad altri soci di minoranza, potrebbe comportare il mutamento degli obiettivi perseguiti dalle pubbliche amministrazioni, non più quello di fornire il miglior servizio al minor costo per i cittadini, ma quello del profitto e della creazione di valore per gli azionisti, a scapito della qualità del servizio erogato in condizioni di sostanziale monopolio e dei costi dello stesso. Tutto questo sarebbe, oltretutto, contrario alla volontà degli italiani espressa in occasione del referendum del 2011 – conclude Cappalletti -, nel quale si sono dichiarati a stragrande maggioranza favorevoli a sottrarre l’erogazione di servizi pubblici essenziali dalle logiche di mercato».

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