Casa riposo a Padova, anziani a dieta “forzata”

Gli alimenti sparivano, ma i parenti degli ospiti non hanno mai sospettato nulla poichè i degenti, spesso malati di Alzheimer o altre patologie legate alla memoria, non denunciavano la scomparsa degli alimenti o la loro somministrazione saltuaria. Questo è quanto emerge dallo scandalo che ha travolto la casa di riposo Breda a Padova dove alcuni dipendenti sono stati colti sul fatto dalle telecamere a rubare cibo agli anziani. Come scrive Enrico Ferro in un reportage sul Mattino a pagina 2, alla casa di riposo gli orari del pranzo, della cena, della colazione e della merenda sono decisi dal personale. Sempre il personale decide inoltre chi deve stare a dieta e chi invece a digiuno. Tuttavia la sede centrale dove vengono preparati i pasti non conosce quanti pazienti devono restare a digiuno per via di prescrizioni mediche. Gli ospiti sono 140 e i pasti arrivano sempre per 140 persone. Ma il cibo avanzato non veniva restituito alla sede centrale. Così, quando i parenti degli anziani insistevano sulla regolarità dei pasti, sono sorti sospetti su chi ne approfittava intascandoseli.

«Noi abbiamo protestato molte volte, per la qualità ma non solo – dice una parente -. Se a regime di digiuno è prevista la banana, io esigo che a mio padre venga data la banana. Invece spesso bisognava andarla a chiedere». «Trovare lo stracchino è un’impresa – racconta la moglie di un altro degente – Mi tocca ogni volta scendere da un piano all’altro alla ricerca di una confezione di formaggio leggero. Forse ora ho capito che fine faceva». Le bottiglie d’acqua? «Ci tocca portarle da casa perché non ci sono mai». «Problemi con i pasti? Non ne so niente e non so nemmeno come verificarlo perché mia madre soffre di demenza senile», conclude la figlia di una paziente.

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