Vite “bio” non può essere Doc, Zaia: «beffa»

La giornata di ieri al Vinitaly è stata a tema prosecco con la candidatura a sito Unesco delle terre del Valdobbiadene. Luca Zaia ha però portato l’attenzione sulla «beffa» che ruota attorno al vigneto “Super Glera”. Come riporta Andrea De Paolo a pagina 17 de La Tribuna, questo tipo di vigneto, studiato da Crea-Ve e Confagricoltura Veneto, è particolarmente resistente ed è in grado di sostenere una crescita senza trattamenti chimici (70 % in meno di fitofarmaci e resistenza alle principali malattie della vite), ma non è tuttavia autorizzato al momento a rivendicare la certificazione Doc e Docg.

«Le varietà resistenti, come questa, non sono autorizzate dal Ministero per le Politiche Agricole per la produzione di vini Doc e Docg, ma solo per vini da tavola e Igt – ha sentenziato Zaia – è una situazione che grida vendetta, non stiamo parlando di Ogm ma di vitigni naturalmente più forti, che consentirebbero di arrivare a un Prosecco a trattamenti zero: in altri Stati europei non esistono normative di questo genere». I veti imposti sul vigneto Super Glera ostacolano il progetto di rendere l’intera denominazione un biodistretto, come vorrebbero i Consorzi e lo stesso Zaia.

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