«Pasqua, manager vogliono negozi aperti? Facciano commessi»

«Leggo sui giornali che le direzioni dei supermercati e dei centri commerciali di Padova e del Veneto avrebbero deciso, con qualche eccezione, di tenere giù le serrande nella giornata di Pasqua. Leggo anche che per Pasquetta, invece, la tendenza generale sarebbe diversa: aperture a macchia di leopardo, comunicate con scarso preavviso ai dipendenti. Una situazione inaccettabile: se manager e proprietari delle attività commerciali vogliono guadagnare qualche soldo in più durante le feste, tengano pure aperti negozi e supermercati facendo loro i commessi per un giorno ma lascino ai lavoratori il meritato riposo. Troppo facile chiedere ai propri dipendenti di sacrificare un giorno che dovrebbe essere dedicato al riposo, ai propri affetti, alle proprie passioni». Così il consigliere regionale Piero Ruzzante (Articolo 1 – Mdp), richiamando l’articolo 36 della Costituzione che sancisce il diritto al riposo settimanale e alle ferie retribuite.

«Pasqua, Pasquetta, Liberazione e Primo Maggio devono essere per tutti giorni di riposo: si tratta di un diritto non negoziabile, che invece viene “comprato” dai datori di lavoro. È inaccettabile che il tempo delle nostre vite sia a disposizione in qualunque data del nostro calendario. Come se chi fa la spesa il giorno di Pasquetta non potesse fare la spesa il giorno dopo o due giorni prima. Il principio di rispetto verso i lavoratori e le loro famiglie deve valere per tutti e dunque anche per cassieri e commessi. Ecco cos’è il lavoro festivo: la festa della grande distribuzione che, in cambio di quelli che per loro sono pochi spiccioli, sottrae un giorno di vita in più a chi lavora».

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