«Vinitaly, bottiglie Crimea sequestrate: governo chieda scusa»

Vinitaly teatro di un incidente diplomatico tra Russia e Ucraina. Il motivo, alcuni vini esposti negli stand russi provenienti dalla Crimea, la penisola annessa unilateralmente dalla Federazione Russa alle origini delle sanzioni contro Mosca. Ad accorgersene sarebbe stato un promoter ucraino presente alla fiera, che avrebbe segnalato il fatto prima sui social e poi al governo di Kiev, che è intervenuto con una presa di posizione ufficiale del ministero degli esteri. In applicazione del regolamento europeo 692/2014, che vieta l’importazione di beni prodotti nelle zone ucraine occupate dai russi, è intervenuta la Guardia di Finanza a sequestrare le bottiglie. La notizia è rimbalzata sui media russi che hanno condannato l’accaduto.

Anche il Consigliere regionale del Gruppo misto Stefano Valdegamberi, che la settimana prossima guiderà una delegazione di quaranta imprenditori italiani e una decina di politici in Russia in segno di protesta contro le sanzioni applicate dall’Unione Europea, condanna fermamente quanto avvenuto al Vinitaly: «chiamerò oggi stesso il premier Aksionov con il quale mi vedrò la prossima settimana a Yalta, per scusarmi per quanto accaduto, dicendogli che questo gesto non corrisponde alla volontà degli italiani, ma di un governo sempre più lontano dal popolo, che lavora contro gli interessi del nostro Paese, umiliando la volontà degli altri popoli». Rincara la dose il Consigliere Luciano Sandonà (gruppo Zaia Presidente), secondo il quale il sequestro dei vini di Crimea «è un’offesa al popolo di Crimea che accentua le ingiuste sanzioni contro il loro diritto di autodeterminazione».

(Foto di repertorio)

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