Pasti anziani rubati, dipendenti: «siamo sfruttati»

In attesa degli esiti delle indagini, i cinque operatori della casa di riposo Breda indagati per il furto sistematico dei pasti destinati agli anziani continuano a lavorare nella struttura padovana. Lo scandalo, come scrive Alice Ferretti sul Mattino a pagina 24, arriva in un ambiente dove i rapporti tra i lavoratori e l’amministrazione sono al limite. «Non vengono rispettate le turnistiche del personale, che prevedono uno stacco di almeno undici ore», denunciano i lavoratori. «Siamo soggetti a continue richieste di straordinari che regolarmente non ci vengono pagati – denunciano i lavoratori -, abbiamo ferie arretrate (qualcuno arriva addirittura a più di 200 ore), i dipendenti malati non vengono sostituiti, costringendo gli altri a turni estenuanti». Problematiche cominciate in estate, con il passaggio dalle 35 alle 36 ore lavorative.

«Per noi è cambiato tutto, prima la situazione non era così pesante. In più si è aggiunta una preoccupazione concreta per il nostro futuro, in quanto da un anno l’ente ha chiesto la privatizzazione. Questo vorrebbe dire nessuna garanzia per il personale ed eventuali tagli a partire dal basso. Con la beffa che il direttore si è aumentato lo stipendio di ben 70.000 euro l’anno». A febbraio le difficoltà dei lavoratori erano state raccolte da Cgil e Cisl, che avevano chiesto invano un incontro urgente al direttore. «Nonostante i nostri solleciti, due in seguito alla convocazione, l’amministrazione non ci ha voluto incontrare», spiega Andrea Ricci della Cisl. «Insieme alla Cgil, anche alla luce dei fatti recenti, abbiamo mandato un nuovo sollecito. Se otterremo un’altra risposta negativa non escludiamo forme di mobilitazione del personale».

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