Travaglio: «tutte le balle di Renzi su di me»

L’ex Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ospite ieri sera della trasmissione di La7 Otto e mezzo, ha commentato la vicenda Consip, in particolare quella del capitano del Noe di Napoli, Giampaolo Scafarto, indagato per falso materiale e ideologico perchè avrebbe manipolato gli atti dell’inchiesta. «Se c’è stata falsificazione da parte di un carabiniere evidentemente è un fatto grave, ma io non vivo di complotti. A me possono dirmi di tutto ma mi combattano con le armi della politica – aggiunge l’ex premier riferendosi al Movimento 5 Stelle -. Come diceva mia nonna: male non avere fare non avere». La conduttrice Lilli Gruber ribatte: «lo dice anche Travaglio».

La replica di Renzi si fa pungente: «una volta al giorno Travaglio può dire cose esatte. Avrebbe potuto chiedere scusa a mio padre per aver scritto cose false, ma lo farà in tribunale. Invece di fare “Il Fatto Quotidiano” fa “il falso quotidiano”. Il tempo del buonismo è finito, ho chiamato un avvocato, sono pronto a chiedere un risarcimento danni a tutti quelli che li hanno combinati. Per me la parte di quello che sta buono e zitto è finita, sono quello che va in tribunale e dice quello che c’è da dire». A questo punto è intervenuto il giornalista e storico Paolo Mieli che ha difeso Travaglio dicendo che è «intellettualmente onesto» e che le principali inchieste nei confronti dei Cinquestelle sono partite proprio dal Fatto Quotidiano.

Arriva prontamente la risposta del direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, che annuncia di aver deciso di querelare l’ex premier per diffamazione. «Con grave sprezzo del ridicolo – scrive oggi Travaglio sul Fatto – il signor Matteo Renzi a Otto e mezzo tenta di spostare l’attenzione dalle indagini, che coinvolgono suo padre e vari suoi amici, sul Fatto Quotidiano, che ha l’unico torto di raccontarle. Con grave sprezzo della verità, il signor Renzi sostiene che mi sarei sottratto a un’udienza di conciliazione nella causa civile intentata da suo padre al Fatto Quotidiano e al sottoscritto per alcuni articoli che riferivano spiacevoli (per lui) verità: si trattava invece di un’udienza di comparizione delle parti, che richiedeva esclusivamente la presenza degli avvocati. Con grave sprezzo del diritto, infine, il signor Renzi dimostra una scarsissima conoscenza della giurisprudenza (in cui peraltro risulterebbe laureato), asserendo che io sarei “scappato” dal Tribunale di Firenze. Si informi presso i suoi avvocati o si trovi qualcuno che capisca di leggi e scoprirà che nelle cause civili non è prevista la presenza dei denunciati, ma solo dei loro avvocati, trattandosi di processi che si celebrano in camera di consiglio sulla base di atti scritti»

«Ho una lunga esperienza di cause civili – continua Travaglio – intentatemi da personaggi ben più preoccupanti di lui e del suo babbo, per esempio dal suo co-riformatore costituzionale Silvio Berlusconi, che a suo tempo ci provò più volte e uscì regolarmente sconfitto. Non ho avuto paura dei Berlusconi, dei Dell’Utri, dei Previti, figurarsi se mi spaventano le minacce di questo bulletto e della sua famigliola. Quando sarà denunciato da me e dal Fatto Quotidiano, da lui diffamato ieri come “Falso quotidiano”, non mi meraviglierò della sua assenza dal Tribunale né lo accuserò di scappare: preferirò credere che abbia finalmente deciso di mantenere la leggendaria promessa di ritirarsi a vita privata in caso di sconfitta al referendum costituzionale. Sconfitta che, casomai gli fosse sfuggita, si è verificata il 4 dicembre scorso».

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