Negozi aperti a Pasqua, sindacati: «commessi, boicottate»

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Pasqua, pasquetta, 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno. Come scrive Monica Zicchiero sul Corriere del Veneto a pagina 2, i sindacati veneti del commercio di Cgil Cisl e Uil sfidano la grande distribuzione: «Invitiamo i lavori ad astenersi nelle suddette festività. Non c’è nessun contratto collettivo o individuale che possa obbligare chi non vuole a prestare servizio in questi giorni – spiega Cecilia de’ Pantz della Filcams Cgil Veneto -. Abbiamo sentenze che lo ribadiscono». Eppure, come spiega il presidente di Federdistribuzione Giovanni Cobolli Gigli, domeniche e festivi sono tra i giorni preferiti per lo shopping: «Sono il secondo giorno della settimana dopo il sabato, il termini di vendite: i consumatori hanno dimostrato di gradire».

Cobolli Gigli fa salvi i giorni di Pasqua e Natale, discorso diverso per il lunedì di pasquetta, che vedrà aperto il 60% degli esercizi: «Diamo la possibilità ai consumatori di far la spesa nel caso abbiano esaurito le scorte di Pasqua – continua Cobolli Gigli -. Le aperture festive e domenicali rispondono all’evoluzione degli stili di vita degli italiani, diamo loro il miglior agio per poter effettuare gli acquisti. Non sono un servizio essenziale, d’accordo, ma allora neanche bar, ristoranti e concessionarie d’auto». Anche perché, riassume il presidente di Federdistribuzione, «se trovano chiusi noi, i consumatori comprano in rete».

(Ph. Prime.md)

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