Povertà, firmata intesa: reddito inclusione per 2 milioni di italiani

Condividi
Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInEmail to someone

È stato firmato questa mattina a Palazzo Chigi il Memorandum Alleanza contro la Povertà in merito all’attuazione della Legge Delega di contrasto alla povertà. «Il reddito di inclusione per due milioni di persone è un impegno per la dignità e la libertà dal bisogno» spiega il premier Paolo Gentiloni. «Oggi è un primo risultato ma è la prima volta che l’Italia si dota di uno strumento universale. I decreti legislativi della legge delega arriveranno entro fine mese».

I punti d’intesa raggiunti, come spiega La Stampa, riguardano i criteri per determinare l’accesso dei beneficiari, i criteri per stabilire l’importo del beneficio, i meccanismi per evitare che si crei un disincentivo economico alla ricerca di occupazione, l’attivazione di una linea di finanziamento strutturale per i servizi alla persona, il finanziamento dei servizi, l’individuazione di una struttura nazionale permanente che affianchi le amministrazioni territoriali competenti, la definizione di un piano operativo per la realizzazione delle attività di monitoraggio continuo della misura e la definizione di forme di gestione associata della stessa.

Nell’intesa è previsto che il reddito Isee non sia l’unico criterio per l’accesso al Reddito Inclusione sociale (Reis), ma si tenga conto anche del reddito disponibile, così da permettere l’accesso alla misura anche a chi è proprietario della casa in cui abita, ma versa in stato di povertà. Per accedere al Reis bisogna non avere un reddito ISEE superiore ai 6 mila euro, superiore a quella usata oggi per il Sia stabilita a 3 mila euro. L’importo del beneficio economico è calcolato sulla differenza tra il reddito disponibile e la soglia di riferimento ISR che è la parte reddituale dell’Isee (tenuto conto della scala di equivalenza).

 

Tags:

Leggi anche questo