Confcommercio Treviso: «Unindustria senza memoria storica»

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Il presidente di Confcommercio Treviso, Renato Salvadori, ha commentato la lettera aperta di Maria Cristina Piovesana, presidente di Unindustria Treviso, in cui minacciava di abbandonare gli organi direttivi della Camera di Commercio Treviso Belluno, in dissenso con la decisione approvata dallo stesso consiglio di aumentare i diritti camerali del 20%. Per Salvadori, la posizione espressa dall’Associazione Industriali «pone alcune interessanti questioni. Anzitutto sul metodo: contestando una decisione, democraticamente assunta da un organo – il Consiglio camerale – nella sua piena legittimità, per il solo fatto di essere contraria alla stessa deliberazione. Poco importa che, nello stesso organo, non sia neppure riuscita a schierare tutti i propri rappresentanti, segno evidente che, al netto delle posizione dei vertici, molte crepe si annidano già all’interno della stessa associazione».

«Premesso che vi è piena libertà d’espressione da parte di tutti -prosegue il presidente dei commercianti trevigiani -, a volte riallineare le affermazioni presenti con la necessaria memoria storica potrebbe essere un esercizio di stile. L’affondo sulla Camera di Commercio e la sua inutilità sarebbe forse meno virulento se, chi lo porta, ricordasse insieme i fondi ottenuti e spesi dal mondo industriale per l’internazionalizzazione, l’innovazione, i consorzi fidi, fiere ed eventi commerciali, società speciali, eccetera. Così come il richiamo al cambiamento e alla deontologia che lo sostiene, dovrebbe articolarsi con un minimo di attenzione a fatti recenti quali la gestione delle banche locali e la lite che oppone l’Ente Camerale a Fondazione Cassamarca che, in esponenti di spicco di estrazione industriale, hanno trovato molti dei propri alfieri. Per Salvadori, infine, «l’aspetto relativo alla promozione territoriale che sembra essere di poco o nullo interesse per gli industriali è l’unico che appare comprensibile. O quanto meno coerente con chi, promuovendo la delocalizzazione spinta aveva adottato, in una propria assemblea, Timisoara (Romania) come ottava provincia del Veneto».

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  • Ilario Fantuzzi

    Presidente, cambiare idea dopo oltre 30 anni non solo è legittimo, è doveroso!