«Se trans non può insegnare, Donazzan non può fare assessore»

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Riceviamo e pubblichiamo l’intervento del collettivo We Want Sex sui fatti riguardanti l’insegnante transessuale a Vicenza

Immagina di essere un’insegnante precaria, non è poi così difficile, e finalmente hai la possibilità di fare una supplenza in un istituto scolastico nella materia in cui ti sei preparata. Al termine della tua supplenza alcuni studenti, solo ed esclusivamente perché sei una donna trans, decidono di indagare sulla tua vita privata e all’improvviso, per alcune foto trovate in internet, la tua vita viene sbattuta sulle prime pagine dei quotidiani.

Addirittura l’assessora all’Istruzione, Formazione e Lavoro della tua regione dichiara che dovresti essere sospesa dall’incarico, radiata dalle graduatorie d’istituto e sostiene che le persone come te non dovrebbero insegnare in base alla loro natura. La tua professionalità in quanto insegnante viene giudicata in funzione della tua vita privata, dei tuoi gusti sessuali e del tuo genere. Nessuno si chiede se hai svolto bene il tuo lavoro?

In definitiva immagina che si stia consumando una caccia alle streghe e che l’obiettivo sia tu e che il motivo sia soltanto la tua identità di genere transessuale. Non serve immaginare, ciò è accaduto proprio in questi giorni nella nostra città. Questa insegnante ha infranto la legge? Ha mancato alla sua professionalità? Assolutamente no, nulla di tutto questo. Questa insegnante svolge semplicemente un altro lavoro, è una sexworker che esercita la sua professione in luoghi reali e virtuali rigorosamente per adulti e nettamente distinti dagli istituti scolastici.

È una donna precaria come tante, una persona trans che ha deciso liberamente di usare le proprie competenze cognitive e sessuali per arrivare a fine mese, una professionista impeccabile vittima di un doppio pregiudizio: quello contro le persone trans e quello che investe il lavoro sessuale. L’assessora Donazzan ritiene che una persona transessuale non possa fare l’insegnante. Noi riteniamo che una persona con incarichi istituzionali non possa essere fascista, non debba effettuare discriminazioni di genere, né per nascita né per elezione e soprattutto in questo caso, fare dichiarazioni palesemente transfobiche.

Cara Donazzan, il nostro non è uno stato etico, ma uno stato di diritto. Spesso hai esternato dichiarazioni razziste, omofobe e transfobe, la doppia morale non vale. Vorremmo ricordare che il codice deontologico degli insegnanti impone ad essi la dignità e il rispetto della persona, che esclude ogni discriminazione per razza, sesso, credo politico e religioso, provenienza familiare, condizioni sociali e diverse abilità, e il rispetto del pluralismo delle idee.

A noi sembra che a non rispettare il codice deontologico degli insegnanti sia proprio l’assessora all’istruzione. Pensiamo che la vicenda sia stata gestita a livello mediatico attraverso un linguaggio errato e non rispettoso della dignità della persona, in modo strumentale per fomentare l’odio e la discriminazione, stigmatizzando le persone trans ed il lavoro sessuale.

Noi siamo dalla parte di questa insegnante e crediamo che ciò che servirebbe all’istruzione siano delle politiche di integrazione ed educazione alle differenze che tengano conto delle diverse identità di genere e dei diversi orientamenti sessuali sin dai primi gradi d’istruzione scolastica. Solo in questo modo potremo educare i/le giovani al rispetto delle persone, della loro dignità, della loro sfera sessuale ed affettiva che in questo ed altri casi è venuto a mancare.

Assemblea permanente We Want Sex
Laurella Arietti – progetto TransFormazione
Collettivo Starfish

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  • pachiara

    L’Assessore Donazzan non ha certo bisogno di un’avvocata come me però l’impudenza deve avere un limite. Con la scusa dell’antifascismo – Montanelli diceva giustamente che non c’è peggior fascista dei beceri antifascisti in servizio permanente effettivo alla Lauretta Arietti ( chi era costei?) – ognuno spara e si riposiziona dove più gli aggrada. Scambia la democrazia con il degrado sociale, ossia ciò che all’individuo singolo piace fare quello diventa diritto civile, fregandosene bellamente se la stragrande maggioranza delle gente non approva alcuni di questi “diritti”. Per farla breve, qui siamo al tentativo di delegittimare le opinioni diverse dal pensiero unico dettato dalle note lobbies. Bisogna cominciare ad opporsi con forza e foga a queste personcine che vogliono cambiare la carte in tavola profittando del momento. Faccio ancora una volta un appello affinchè la maggioranza delle persone che non la pensa alla lauretta petrarca si facciano sentire. E’ ora di tirare fuori i cosiddetti! Quanto al fare o non fare l’assessore, bisogna ricordare a questa lauretta che la signora Donazzan è stata votata da decine di migliaia di veneti che quindi l’hanno autorizzata a parlare a loro nome. Chiaro? Quindi o si dimettono tutti gli elettori suoi o va fuori dalla palle lauretta: meglio la seconda soluzione!

    • Andrea L.

      L’assessora deve dimettersi dalla vergogna. Ma siccome è da una vita che fa questo lavoro, la vergogna non la conosce. Ma la gente fa presto a stufarsi anche dei fascisti e del più amato (sic) presidente regionale d’Italia, tra l’altro preferito a buona parte dei veneti (ma quanti sono andati alle urne?) in quanto la rivale che poteva impensierirlo era la Moretti lady like. Per cui pachiara faresti meglio a valutare bene la forza politica dell’assessora e il consenso reale (non quello autocelebrativo) di cui gode fra i veneti.

  • Katia Soprani

    Le lobbies degli insegnanti precari Trans ahahahaa, pachiara non si renda ridicola ulteriormente esprimendo queste contorte idee, lei e suoi lobbisti delle contorsioni e delle masturbazioni, mentali.

  • pachiara

    “Ridicola” “Esprimendo idee contorte” “Lei e i suoi lobbisti” “Contorsioni e masturbazioni mentali”… Avrei da replicare senza pietà, ma non lo faccio, mi trattengo. Voglio mantenere la promessa e l’impegno di non scendere al livello infimo di tipi come questa. Aspetto, però, il direttore Mannino che intervenga con sollecitudine e mi faccia presentare le scuse! Piene e senza condizioni! Grazie.

    • Al Man

      Signora, Lei quella volta aveva usato un’espressione ben peggiore, a mio avviso, offendendo a brutto muso (“cialtroncello di periferia”) chi aveva inviato un intervento pubblicato volentieri da questo quotidiano online. Non mi pare che qui sia sia ancora sconfinato, per quanto invito i lettori, tutti nessun escluso, compresa Katia Soprani, ad assumere un atteggiamento più urbano nelle discussioni fra i commenti. Un saluto.

  • pachiara

    Guardo ora ma non vedo interventi del direttore per tutelarmi. Ricordo che mi ammonì qualche tempo fa per aver “litigato” con qualcuno, a suo dire usando termini offensivi. E’ il caso di questa tizia che non dice nulla di nulla, se non offendere! Prego Mannino di intervenire dimostrando serietà. Grazie