«Prof trans benvoluta da studenti»

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera che il coordinatore provinciale dei rappresentanti d’istituto di Vicenza, Andrea Chimetto, ha inviato all’assessore regionale elena Donazzan sul caso della professoressa trans all’istituto tecnico A.Rossi

Come Coordinatore Provinciale dei Rappresentanti d’Istituto ritengo che la bufera politica sul caso della professoressa trans FTM (come giustamente puntualizzato dal comunicato di Arcigay) dell’istituto A. Rossi di Vicenza sia esagerata. L’assessore regionale Donazzan dimentica che le uniche persone capaci di giudicare l’insegnamento dei docenti sono gli studenti e altri colleghi. Troppo spesso gli studenti non sono presi in causa ed invece dovrebbero essere proprio loro ad esser interpellati per primi sul giudizio dei docenti. Questa professoressa era benvoluta dai ragazzi, con una buona condotta e i giudizi che persone esterne (come può essere l’Assessore) possono fare, non hanno abbastanza materiale per giudicare la condotta della professoressa.

I problemi su cui soffermarsi sono ben altri, il bullismo in primis. Notizia di oggi (pagina 24 del Mattino di Padova, ieri ndr) che un prof ha molestato un alunno costringendo il ragazzo a saltare le sue ore, e qui la domanda sorge spontanea, può un ragazzo saltare ore di didattica, terrorizzato dall’idea di avere un prof violento o comunque che non rispetta le regole etiche all’interno dell’edificio scolastico? Invito l’Assessore a creare un tavolo di confronto anche durante il periodo estivo per cercare di debellare questi problemi che devono uscire una volta per tutte dalle scuole e lasciare perdere queste bufere politiche che fanno solo del male alla scuola e che non servono a nulla. Convinto della sua disponibilità,

Andrea Chimetto

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  • don Franco di Padova

    Scatenati sul problema della transessuale e ora sul supposto benvolere degli studenti, si perde di vista la cosa principale.
    Un insegnante, un “maestro”, per prima cosa dovrebbe insegnare valori.
    Questa Repubblica, che si dice nata dalla Resistenza, non accetterebbe mai un insegnante “fascista” dichiarato perché ritiene che egli non potrebbe educare ai valori di tolleranza e libertà.
    A prescindere dalla contraddizione per cui, in nome della Libertà, si negano espressioni innocue e, a mio avviso di diritto, quali canti, gesti, discorsi e simili, anziché colpire tutti i comportamenti violenti e prevaricatori, trovo normale che un sistema si “difenda” tutelando i suoi valori fondanti, fatto che non può prescindere da un certo uso della “forza”.
    Un’insegnante che sente il bisogno di pubblicizzare sue immagini sconvenienti, come possa “educare”, lo sanno solo i suoi partigiani difensori.
    Partono dall’apodittica negazione dei valori per concludere che la “povera trans” è perseguitata dalla canea reazionaria e fascista.
    Quando i comunisti erano seri, avevano come riferimento “la morale socialista” che, in forza di considerazioni protettive della società, avrebbe impedito che il prof. diventasse una prof. e gli avrebbero imposto un poca di fresca villeggiatura se avesse fatto pubblica pornografia.
    Alla fine si tratta di decidere se un insegnante deve solo appiccicare, più o meno bene, nozioni o se deve saper coltivare anche valori positivi tra i suoi allievi.
    Mi sembra che l’ex, ora professoressa, indipendentemente dalla sua supposta competenza, sia lontano dal poter credibilmente indicare proprio quei valori che un genitore desidererebbe nei propri figli.
    La tanto sbandierata discriminazione, con ordinaria prudenza dell’interessata, non avrebbe avuto alcun punto d’applicazione.
    Se poi la trans pensa che l’azione educativa comprenda la propaganda transgender, non deve meravigliarsi di trovare le opposizioni di chi non condivide il suo punto di vista, totalmente estraneo alla materia insegnata e, dalle notizie giornalistiche sul caso, anche alle finalità educative.

    • Marco Valeri

      Mi presento,il mio nome è Marco Valeri risponda sinceramente lei preferirebbe che ad insegnare a quei ragazzi ci fosse un PEDOFILO ETEROSESSUALE magari anche assiduo frequentatore della sua Diocesi,invece di un INSEGNANTE TRANSGENDER benvoluto dai suoi studenti perché secondo lei i valori che insegna sono contrari alla pubblica morale ma soprattutto all’insegnamento di Madre Chiesa. Esca dalle tenebre del Medioevo e si affacci alla finestra,il mondo sta lentamente ma inesorabilmente cambiando a lei può non piacere,ma questa è la vita,non esistono più soltanto uomo e donna ma anche altre inclinazioni che si avvicinano all’una o all’altra parte però come le rette parallele non si incontrano tra loro. Anche queste persone hanno il diritto di vivere la propria sessualità senza impedimenti da chi e qui visto che lei mi parla di valori come potrebbe essere quello della Chiesa Cristiana un valore dato l’alto numero di SACERDOTI PEDOFILI che incorpora? Ricordiamoci che solo durante il Pontificato del nostro attuale Papa Sua Santità Jorge Mario Bergoglio il Dogma Cattolico è diventato un po più elastico ed accetta questa nuove tendenze. In effetti secondo me la Chiesa farebbe bene a mantenersi il proprio gregge di pecorelle e magari ampliarlo ,ma se continua a dimenticarsi delle parole di Nostro Signore Gesù Cristo che diceva Ama il prossimo tuo come te stesso oppure Chi è senza peccato scagli la prima pietra vuol dire che la parole di Gesù vengono strumentalizzate come quando si è in campagna elettorale quando fa comodo ottenere consensi promettendo ciò che invece sappiamo che non può essere dato,l l’insegnamento che ci ha dato invece vale per ogni tipo di cosa,per ogni situazione,senza distinzioni di alcun tipo. Agendo in questo modo lei e tutti quelli che la pensano come lei NEGATE LE SUE PAROLE,ed anche quelle di PAPA FRANCESCO e si ricordi quest’ultima cosa che le dico Difficilmente una Chiesa ricca potrà equipararsi ai più bisognosi,invece una Chiesa che scenderà al livello degli ultimi,quella si che potrà ottenere altissimi consensi………Ma allora perché le parole Gli ultimi saranno i primi a me sembrano messe li più per convenienza che altro?

  • don Franco di Padova

    PS: Come si precisa nell’articolo citato, il prof. supposto bullista, ha in corso un’azione disciplinare di accertamento e il ragazzo è stato temporaneamente esonerato dalle lezioni solo perché si sentiva a disagio.
    Andrea Chimetto ha, invece, tutto chiaro; ha già emesso sentenza di colpevolezza del Prof. “molestatore” e “violento o comunque che non rispetta le regole etiche all’interno dell’edificio scolastico”.
    Se fossi il Prof., comincerei con il denunciarlo.
    Se fossi Rappresentante d’Istituto, porrei il problema della sua sostituzione.