Boncompagni: «fucilerei Don Matteo, a Montalbano l’ergastolo»

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Se n’è andato il rivoluzionario della tv e radio: Gianni Boncompagni. Aveva 84 anni ed è considerato uno dei più grandi innovatori dello spettacolo italiano, conduttore di storici successi radiofonici come Bandiera gialla e Alto gradimento, e poi autore e regista di Pronto Raffaella?, Domenica In, Non è la Rai, Carramba.

 

Un artista sopra le righe, prendere o lasciare. In un’intervista ad OFF rilasciata anni fa aveva detto: «se fossi presidente assoluto Rai per un giorno, licenzierei l’ottanta percento delle persone assegnando un vitalizio. Ne bastano venti per mandare avanti la baracca. Poi fucilerei Don Matteo a piazza Mazzini davanti al cavallo, con tutti gli autori. Terence Hill: fucilato con gli autori, avvertirei le famiglie. A Montalbano darei l’ergastolo! E poi quelli di Rete Quattro, dalle segretari ai dirigenti… per tutti il carcere duro, 41 bis».

 

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  • pachiara

    Parliamo di Boncompagni da vivo (al defunto la mia preghiera): si tratta di un tizio, per quanto artistoide e fantasioso, molto presuntuoso. Non è che quello che ha fatto lui in tv, e mi fermo qui, sia stato tutto oro colato. Poteva piacere e non piacere. Trattare decine di milioni di italiani (i seguaci di Don Matteo e Montalbano) come fessi mi pare ancora una fesseria!