Bussolengo, processione con Gesù nero

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Più di mille persone hanno partecipato venerdì sera a Bussolengo alla Via Christi che per la prima volta ha visto interpretare il Cristo crocefisso da parte di un uomo di colore. Come scrive Lino Cattabianchi sull’Arena di ieri a pagina 32, protagonista della processione è stato Philemon, operaio ghanese di 29 anni residente a Bussolengo da nove anni: «per tanti anni ho partecipato al quadro della lavanda dei piedi con la mia comunità e quest’anno mi hanno chiesto di interpretare la figura di Gesù. È stato un grande onore per me e un riconoscimento per tutta la famiglia ghanese che è inserita nella parrocchia di Santa Maria Maggiore. Ho provato una grande emozione».

(ph: theologia.com)

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  • don Franco di Padova

    Scelta assolutamente conforme alla piaggeria affaristico-populista che ha sostituito la predicazione e la testimonianza della Fede.
    Nel Vangelo si legge: “In verità vi dico: tutto quello che avete fatto a uno dei più piccoli di questi miei fratelli (affamati, assetati, pellegrini, senza vestiti, infermi, carcerati), l’avrete fatto a me” (Mt 25, 35 ss) e oggi si assume che tali caratteristiche sarebbero solo del cosiddetto “migrante”, verso il quale avremmo, quindi, i più estesi doveri.
    In realtà, il primo dovere sarebbe quello della prudenza, per cui uno non parte da chissadove per andare dove crede pagando mafie e balzelli, esponendosi al pericolo della vita ed a ricatti personali e sulla propria famiglia.
    Quest’obbligo di prudenza è sempre ignorato da Bergoglio che invece si sofferma abbondantemente sugli effetti nefasti di tali scelte scellerate del “migrante”, come fossero colpa nostra.
    Così facendo, Bergoglio in un colpo solo offende la logica (che distingue le cause dagli effetti e che suppone colpa solo dove c’è responsabilità) e la morale secolare predicata dalla Chiesa che parla di peccato solo in presenza di materia grave, piena avvertenza della mente e deliberato consenso della volontà.
    Ma tant’è, Bergoglio “il fantasioso” che inventa una tredicesima Apostola (Maria Maddalena), forse perché è lettore di Dan Brown, mentre la Maddalena è senz’altro una grande Santa, capace di commuovere, ma che non ha l’esclusiva della testimonianza sul “sepolcro vuoto”, non la specifica chiamata che Cristo ha riservato agli Apostoli e non risulta che abbia avuto missione di predicare.
    Con queste premesse, ben può Bergoglio predicare la nuova religione, accattivante con il mondo, aperta ai disordini che “non possiamo giudicare”, comprensiva con coloro che mettono in grave pericolo la loro vita e la loro anima solo per inseguire un sogno consumista, ma occhialuta nei confronti dei cattolici refrattari ai nuovi dogmi e verso i “non allineati” al nuovo verbo.
    In questo quadro idilliaco per il mondo, un ghanese che è in Italia da nove anni e che si suppone non appartenente alla categoria degli “affamati, assetati, pellegrini, senza vestiti, infermi o carcerati”, offendendo storia e ragione, ma con piaggeria razzista inversa, diviene interprete di Cristo crocifisso.
    Bergoglio non sa che in Italia vi sono centinaia di migliaia, forse milioni, di poveri veri che sono stati spogliati dei loro beni da uno Stato famelico, dalla sfortuna o dai disonesti, che sono di pelle “stupidamente” bianca e che quindi hanno solo il diritto d’essere ignorati, anche nell’interpretare Cristo nella Via Crucis.

  • Paolo Maria Ciriani

    ma non si diceva “via Crucis”….?
    con tutto rispetto per il ghanese, ma questo è proprio razzismo all’incontrario ! Capisco se questa processione fosse stata fatta in Ghana: là sono tutti neri, ma siccome è stata fatta in Italia trovo assurdamente razzista questa scelta. Direi quasi blasfema, perchè il Cristo è bianco!