Padova, un conservatorismo illuminato è quel che ci vuole

Copione europeo per le amministrative: dalle vecchie Destra e Sinistra al M5S in costruzione, spazio per una “forza tranquilla”

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Padova non si può sperare in un’improvvisa catarsi politica e civile solo in virtù di un nuovo sindaco. Oggi, tra l’altro le amministrazioni locali contano politicamente poco in uno Stato sempre più centralista. Nella città del Santo non sono emerse personalità e programmi veramente nuovi. Ma qualcosa di meglio che nel passato si può fare: in fondo siamo passati dalle 49 sfumature di grigio dell’era Zanonato al nero profondo di Bitonci.

Chi invoca e promette alla leggera una visione immaginifica del futuro deve sapere che non la si può comprare al negozio all’angolo: occorre la capacità di coinvolgere le persone giuste e nuove e dare loro tempo per elaborare. Non un secolo, ma qualche anno sì. Per questo al momento è meglio un sano conservatorismo illuminato piuttosto che velleitarie rivoluzioni. Non esistono ancora a Padova né un copione, né un regista e tanto meno gli interpreti per promuovere un immediato cambiamento. Una fase di transizione è necessaria verso un mondo che sta rapidamente cambiando. Abbiamo bisogno di abili nostromi che riportino la nave in porto. Solo allora potranno essere sostituiti da capitani coraggiosi che partiranno verso nuove rotte.

Sebbene la Destra populista sia in forte crescita in tutta Europa e Nord America, a Padova ha combinato pasticci e s’è dimostrata incapace di governare. I cittadini ne hanno rilevato tutta l’inconsistenza pratica nell’affrontare qualsiasi problema. In modo particolare quelli su cui aveva costruito il proprio successo elettorale, com’è provato dal fatto che ribadisce gli stessi slogan sulla discriminazione e la sicurezza. Tuttavia, sorretta da una struttura di partito ormai radicata nel potere locale e nazionale da oltre un quarto di secolo, raccoglie numerosi consensi poiché solleva emozioni a cui dà risposte astratte e colleriche.

La sinistra in via di esaurimento si rifà a ideologie e metodi politici superati. In generale invoca la conservazione di un welfare oggi improponibile nella forma statalista in cui fu costruito e ha poco da dire su temi cruciali quali l’Europa, le alleanze, le nuove tecnologie, l’occupazione dei giovani non sindacalizzati, ma soprattutto su un modello di convivenza diverso. Anche le istanze ambientaliste ripetono vecchi cliché circoscritti alla componente tecnica che negli ultimi trent’anni non hanno sortito sostanziali effetti politici. Nello specifico di Padova inoltre, ha inglobato varie anime allo sbando in cerca di un Paradiso perduto, ma tuttora agognato. Promuove un assemblearismo anni Settanta che è una forma superata di partecipazione. Tanto più che, a ben guardare, i fili sono tenuti da navigati politici di lungo corso ben caratterizzati da precedenti precise militanze. Nonostante queste osservazioni – che ammetto di avere sollevato con l’ironico sarcasmo di chi si sente deluso – bisogna rispettare questa vecchia cultura che per decenni è stata vitale e ha molto contribuito al progresso del paese. Inoltre rappresenta una parte ancora consistente dell’elettorato.

Lasciate da parte le noiose categorie di Destra e Sinistra, osserviamo le più aggiornate offerte politiche che non si rifanno né all’una né all’altra. Lo scontro tra queste due anime politiche sarà al centro della politica dei prossimi anni in tutto il mondo occidentale. Più che una previsione è un auspicio, poiché le alternative sono da una parte il fascio-leghismo, Trump, Le Pen, Farrage, Petry, Wilders, Hofer ecc., e dall’altra il conservatorismo cieco di chi si arrocca rifiutando ogni cambiamento.

Tra i cosiddetti populismi, il Movimento 5 Stelle merita attenzione a livello nazionale e internazionale poiché ha la potenzialità di costituire un polo progressista innovativo nel panorama politico come contenuti e come metodo di una democrazia migliorata, accessibile e profondamente riformata. I 5 Stelle sono ancora in costruzione, ma riscuotono grande consenso soprattutto tra i giovani civili, istruiti e non violenti (i “prof-letari”), poiché propongono temi e linguaggi nuovi al di fuori delle desuete categorie. Hanno molta strada da percorrere e a Padova sono ancora più lontani dalla meta che nel resto del Paese. Sia pure con i limiti attuali, locali e nazionali, è senz’altro lo schieramento politico più interessante e innovativo, osservato con attenzione in tutta Europa. Dispiace per questo l’occasione perduta dell’adesione all’ALDE che avrebbe favorito una migliore collocazione del Movimento. Se si saprà evitare che si avvicini al fascio-leghismo e lo si rispetterà come elemento essenziale dell’opposizione istituzionale, rimane oggi l’unico argine alla vittoria dei populisti. Purché sopravviva, rinforzandosi, alla difficile crisi di passaggio dalla fase adolescenziale a quella adulta! L’infantile innocenza è ormai alle spalle.

La quarta componente è variegata e conservatrice, ma tranquillizzante. Non è contraria al cambiamento e all’innovazione, ma li intende entro schemi sperimentati. È quello di cui l’amministrazione di Padova, come pure l’Italia, tutti i Paesi Europei e la EU stessa, avrebbero bisogno in questo momento di transizione. Il buonsenso di chi sostiene le grandi coalizioni italiana, padovana e quelle europee induce a comprendere che il domani arriverà presto e sarà molto diverso dall’oggi. Occorre prepararlo e prepararsi a farsi da parte. Come il M5S dovrà passare dall’adolescenza alla maturità, costoro devono gestire il passaggio dalla maturità alla senescenza. Ma intanto sanno gestire il presente. Serve una nuova amministrazione che sappia guardare con interesse a chi ha già un piede nel futuro e sappia liberarsi da chi ce l’ha intrappolato nel passato. Che sappia gestire una ritirata dal vecchio mondo lasciando in eredità le condizioni per realizzarne uno nuovo. Che non cerca nemici da eliminare una volta per tutte, ma allarga il consenso e sceglie come interlocutore un’opposizione costruttiva con cui competere e contribuire così al progresso di tutti.

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  • pachiara

    C’è da trasecolare: mi pare di aver letto più o meno un libello del genere qualche tempo fa!
    Abbiamo un cuoco che indica ricette perfette con tanto di carne, sale, prezzemolo, cipolla, sedano e putipù. Senza voler prendere in giro alcuno, mi riviene sponaneo dire: ma perchè non si candida l’autore di questo libello a sindaco di Padova? Per me sindaco subito!

  • A Padova solo Bitonci per evitare i sinistri grillini e PD con Giordani. No all’invasione islamica africana e al multiculturalismo. Padova ai padovani. E Italia ai Patrioti .Non a chi vuole il meticciato del piano Kalergi. #IoStoConMagdi Allam

  • Bitonci incapace di governare ? No, e stato tradito da NCD di Brunetti e Saia. W Bitonci