«Sharing economy, follia bocciare i limiti»

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«Il tetto ai coperti e al fatturato annui non ha motivazioni. La sharing economy deve essere regolata in maniera leggera». Queste, scrive il Giornale di Vicenza a pagina 8, le motivazioni con le quali l’Antitrust ha bocciato la legge, già approvata alla Camera, con cui il governo intendeva porre un limite all’attività dei ristoranti domestici. L’intervento del Garante provoca però la dura reazione di Agostino Bonomo, presidente di Confartigianato Veneto, che chiede più regole a tutela della concorrenza e degli imprenditori tradizionali.

E’ «un giudizio gravissimo da parte dell’Antitrust – attacca Bonomo – che apre uno scenario di incertezza (…) Il fatto che il nostro Paese non si sia ancora dotato di una legge sui servizi di mobilità e ospitalità condivisa, da Uber a Airbnb, e su tutti gli ambiti che la cosiddetta Gig economy potrà aggredire, sta allargando il divario tra economia reale – dove comanda la più stupida delle burocrazie – e l’economia condivisa dove pare valido il “liberi tutti”». Confartigianato punta il dito anche sui diritti dei lavoratori: «tutte queste piattaforme tecnologiche trasformano i lavoratori in imprenditori di se stessi. A basso costo e senza tutele. Ad arricchirsi sono solo i gestori, che non hanno obblighi. Una condizione che ricorda quella del nascente capitalismo tra 18° e 19° Secolo». «La tecnologia – conclude Bonomo – dovrebbe servire a farci stare meglio, a renderci la vita più semplice, invece ci sta portando verso un mondo governato dalla disuguaglianza e dai monopoli».

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