«Cinefestival River al Portello? Sì, con nuovi accordi»

Dopo la denuncia del direttore della mostra di Padova, replica l’assessore regionale alla cultura Corazzari

«Conosco la problematica del cinefestival del Portello a Padova. Ho approfondito la cosa con il direttore del River Fest, Emilio Della Chiesa. Credo che la sua sia una iniziativa meritoria che sia degna di tutte l’attenzione del caso». Sono distesi i toni dell’assessore regionale alla cultura del veneto, Cristiano Corazzari (in foto). Classe ‘75, avvocato, di natali ferraresi ma rodigino di Stienta, militante del Carroccio, interviene roguardo la denuncia pubblica di Della Chiesa su Vvox di ieri, in cui questi lamenta ritardi nelle autorizzazioni dovute ad un rimpallo tra Comune di Padova e Genio Civile locale,  arrivando a minacciare di forzare la mano se la rassegna dovesse esserne danneggiata. Tra le opzioni sul tavolo degli uffici regionali ci sarebbe, questa l’indiscrezione dell’ultim’ora, anche quella di una concessione pluriennale a costo simbolico, ipotesi che dovrebbe essere visionata in seguito dall’assessore alle infrastrutture, la leghista Elisa De Berti.

Assessore, lei ha incontrato di persona Della Chiesa?
Sì, l’ho incontrato per quanto attiene alle mie competenze. Nulla posso dire quindi per ciò che compete ad altri colleghi. Ad ogni modo ho potuto appurare che quella del River Festival sia una una buona iniziativa. E che possa essere avviato un percorso nuovo.

Di che tipo?
Premesso che bisogna sempre rispettare le decisioni che per legge sul piano tecnico-giuridico competono al Genio e che durante il mio incontro col direttore del River non ho espresso giudizi sul Genio, devo dire che per il festival in futuro si potrebbe trovare un approccio diverso. Che preveda, tanto per fare un esempio, una convenzione complessiva e coordinata col Comune di Padova.

Ma la Regione non ha altra voce in capitolo?
Certamente sì. Possiamo valutare con attenzione, e l’ho spiegato anche al direttore, un contributo economico regionale in una col patrocinio dell’amministrazione.

E poi?
A Della Chiesa peraltro ho dato un ulteriore suggerimento. Credo sia molto utile che nei mesi a venire tra la organizzazione della kermesse e i commercianti della zona si possa trovare un accordo strutturato.

Perché e in che modo?
La questione è semplice. Il festival porta un ulteriore giro di clientela a molti esercizi della zona, bar per primi. Sulla base di questo assunto sarebbe bene aprire un tavolo di discussione, magari sotto l’egida delle istituzioni, in cui si valuti una possibile collaborazione. Non sarebbe la prima volta.