Giro d’Italia 2017, presentato il “tappone” veneto

«Quella che attraverserà il Veneto non è una tappa qualsiasi. È un tappone, per più di un motivo: tecnico, ambientale, storico, promozionale. A seconda dei distacchi che si determineranno all’arrivo, ad Asiago si potrebbe incoronare il vincitore del Giro d’Italia 2017. Ancora una volta ringraziamo Mauro Vegni e la sua straordinaria organizzazione rosa. Oggi come quel giorno nei nostri cuori c’è il ricordo di Michele Scarponi, che ci ha lasciato in circostanze tragiche e che sentivamo come un coneglianese d’adozione, per la cara moglie Anna Tommasi, che è di Conegliano, e per i primi tratti della sua carriera svoltisi in seno a squadre ciclistiche venete».

T20_Asiago_plan-1__1493397394_151.84.6.110

Con queste parole, il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia ha presentato ieri a Cà del Poggio nel Comune di San Pietro di Feletto (Treviso) la tappa del che sabato 27 maggio porterà i corridori da Pordenone ad Asiago, attraversando tre province venete: Treviso, Belluno e Vicenza. «Grazie alla disponibilità degli organizzatori del Giro – ha aggiunto Zaia, affiancato dal Direttore Vegni e alla presenza del Sindaco di Asiago Roberto Rigoni – anche quest’anno proseguiamo nella strategia scelta a suo tempo di abbinare la corsa ciclistica più amata dagli italiani alla memoria storica della Grande Guerra, e così intendiamo fare anche per l’edizione 2018».

T20_Asiago_alt-1__1493397412_151.84.6.110

Lo spettacolo è assicurato sia dal punto di vista tecnico che da quello dei territori attraversati dalla tappa, ultima occasione per gli scalatori di mettere distacco tra sé e i passisti che, se a tiro, potranno tentare qualcosa nella successiva crono di 29 chilometri da Monza a Milano. Il percorso entrerà in Veneto da Conegliano, per affrontare un primo “strappo” di quarta categoria a Cà del Poggio, attraversare poi gli splendidi saliscendi delle colline del Prosecco, dirigendosi verso Feltre, nel bellunese, per poi affrontare l’ascesa ai 1.620 metri del monte Grappa. Da qui una discesa da brivido verso i 138 metri di Campese, per poi risalire ai 1.086 metri dell’ultimo Gran Premio della Montagna a Foza, poco prima del traguardo di Asiago.

Tags: ,

Leggi anche questo