«River Fest a Padova partirà. Anche senza Genio»

Dopo il caso del bando “a porte chiuse”, torna a parlare il direttore della kermesse Della Chiesa. Che denuncia «un rischio sicurezza»

Emilio Della Chiesa, il direttore artistico del River film festival di Padova lo aveva promesso: «Monteremo le nostre strutture anche senza tutti i permessi. La nostra rassegna andrà avanti nonostante tutto quello che ci ha fatto patire il Genio civile della nostra città». Detto fatto il combattivo architetto che a fine aprile sulle colonne di Vvox.it aveva lanciato un vero e proprio anatema nei confronti dell’ente regionale accusato di un comportamento «ottusamente burocratico» questa mattina aveva già preparato lo zatterone sul quale viene ospitato il maxi schermo che galleggia immobile sulle acque del canale Piovego davanti alle scalinate di Porta Portello.

In queste ore è in via di allestimento anche il punto di ristoro, ovvero quel chiosco non ha potuto trovare posto nell’abituale slargo a ridosso del canale perché l’occupazione delle sponde è stata a gara da Genio e proprio il sito che di solito era occupato dal ristoro del festival, noto anche come Riff, «se lo sarebbe aggiudicato una onlus che si sarebbe registrata come tale solo il giorno dopo l’assegnazione avvenuta presso gli uffici del Genio di corso Milano» sottolinea Della Chiesa che si spinge oltre: «Non abbiamo ancora tutte le autorizzazioni comunali ma noi andiamo avanti con o senza».

L’assegnazione degli spazi per vero si era svolta in un clima di grande nervosismo. E le polemiche non erano mancate non solo per la mancata pubblicità del momento dedicato alla apertura delle buste, cosa che ha suscitato lo sconcerto pure dell’Ordine dei giornalisti. Lo stesso Della Chiesa infatti lamenta di non avere potuto controllare il contenuto delle buste relative alle offerte del bando di gara per l’occupazione degli spazi demaniali. Il che è andato ben oltre l’arrabbiatura giacché Della Chiesa col supporto dell’avvocato Giorgio Destro del foro patavino il 28 aprile ha depositato un esposto alla procura lamentando di non aver potuto «prendere visione, come suo diritto della offerta scritta che era risultata vincitrice». La questione potrebbe avere delle conseguenze non solo sul piano penale ma pure sul piano amministrativo perché tale rifiuto giunto addirittura «senza giustificato motivo» potrebbe anche inficiare l’esito della gara.

Oggi a mezzodì il direttore era in piena attività. Il punto di ristoro, «arretrato stavolta in una porzione di via Venezia di pertinenza del Comune e non del Genio, sarà operativo per domattina» fa sapere l’architetto che è affaccendato a sistemare gli ultimi dettagli con l’ausilio dei suoi collaboratori. Fra questi c’è Robin Loch un ingegnere impiantista di Swansee nel Galles: «Per cortesia – ironizza il professionista britannico – non scriva che sono inglese altrimenti mi offendo». Ride anche Della Chiesa che spiega: «Da dieci anni ogni anno Robin vola dal Galles fino a Padova a spese sue. Certifica la statica della nostra istallazione e ci aiuta pure col montaggio. Nonostante questo ogni volta che gli offriamo una birra, che mi sembra appena appena il minimo ci ringrazia come se gli avessimo fatto chissà quale cortesia. Questo è lo spirito che anima il nostro festival». Che apre i battenti il 16 giugno.

Ma non è tutto. Il direttore ribadisce il suo j’accuse contro il degrado nella zona del Portello «che spera ardentemente non sia amplificato dalla presenza dei chioschi bar autorizzati dal Genio». Poi Della Chiesa (nel riquadro) lancia un altro monito, stavolta in tema sicurezza. Mostra i pannelli elettrici «dai quali partirà l’alimentazione per i chioschi che sono stati sistemati alla bell’e meglio. Li può aprire chiunque. Ci può piovere dentro. Il cavo aereo che sormonta via Venezia è anche pericoloso. Speriamo che non accada nulla». E così gli animi rimangono esacerbati nonostante le rassicurazioni dell’assessore regionale alla cultura, il leghista Cristiano Corazzari.