Alla ricerca del Trump o Macron italiano? No, grazie

“Il vecchio mondo sta morendo e il nuovo tarda a comparire: in questo chiaroscuro nascono i mostri”

Si potrebbe liquidare tutto dicendo che fa parte del provincialismo nostrano guardare agli altri per comprendere noi stessi e le politiche locali. Ieri cercavamo il Trump italiano, oggi ci vorremmo ispirare a Macron. A giugno saremo britannici e a settembre tedeschi. In realtà ci preoccupiamo di quel che avviene in Europa perché facciamo ormai parte di un unico sistema politico oltre che economico. Le diversità tra paesi dell’Europa occidentale sono quasi irrilevanti mentre si accentuano le divisioni interne a ciascun paese.

Oggi l’alternativa è tra europeisti e nazionalisti, ma perché un sistema politico democratico funzioni c’è bisogno di una relazione tra i due per quanto conflittuale. A loro volta gli europeisti si dividono in rigidi conservatori dello status quo e altri che ritengono necessarie riforme importanti. Macron fa parte dei primi; il Pd di Renzi dei secondi. Inoltre, la tenuta del Pd, oggi cardine della politica italiana, riduce la possibilità di operazioni alla Macron – un giovane Mario Monti – che dall’oggi al domani e senza alcun rappresentante in Parlamento portano alla guida del Paese chi non aveva mai partecipato a un’elezione in vita sua.

Tra i nazionalisti c’è la versione violenta e discriminatoria a cui s’oppongono visioni radicali ma dialoganti e intellettualmente elaborate (o elaborabili). Anche da questo punto di vista in Italia stiamo meglio. Il populismo collerico di Salvini/Le Pen è contenuto dal populismo visionario e innovativo del Movimento 5Stelle che non invoca il nazionalismo, ma una radicale riforma democratica dell’Europa. In Italia – molto più che in Francia – ci sono le basi per una possibile dialettica tra maggioranza e opposizione: il governo deve tenere conto delle istanze dell’opposizione pentastellata per non perdere una quota dell’elettorato che lo relegherebbe all’opposizione. Il Movimento 5Stelle è obbligato a dimostrarsi pronto a governare e non può esagerare in immaginifiche fughe in avanti.

Questa ricchezza politica è solo potenziale e si esaurisce se la coalizione di governo da una parte insegue l’estrema destra di Meloni/Salvini nel “populismo penale” con provvedimenti sul tipo della legittima difesa; dall’altra delegittima e rifiuta – per paura – il M5Stelle come possibile interlocutore. Il PD di Renzi – che deve tenere conto del pericolo (per lui) dei 5Stelle – sembrerebbe su questa posizione utile per tutti. Non è un caso che il M5S era stato accettato dall’europeista Alde, ma proprio i francesi si opposero senza comprendere che avrebbero trovato un forte alleato per le riforme della UE che essi stessi richiedono. Escludendo il Movimento 5 Stelle si favoriscono i radicalismi contrapposti propri della politica francese, dimostratasi fallimentare sotto numerosi punti di vista.

“Il vecchio mondo sta morendo e il nuovo tarda a comparire: in questo chiaroscuro nascono i mostri”, così scriveva Gramsci quando stavano per imporsi fascismo e nazismo, mentre con Stalin s’era già affermato il totalitarismo comunista. Allo stesso tempo – e questa è la speranza – si affermavano le profonde riforme del New Deal di Roosevelt e le politiche Keynesiane che, senza proclami rivoluzionari e sovversivi, facevano proprie le istanze sollevate dalle opposizioni e le trasformavano in concrete politiche progressiste.

La società europea è alle soglie di profondi cambiamenti così come lo era cinquant’anni fa (gli anni sessanta) e un secolo fa dopo la Prima Guerra mondiale. Non si può escludere il mondo nuovo che sta per irrompere sulla scena politica e sociale. I “millennials”, figli di chi è nato negli anni sessanta, stanno preparandosi alla rivoluzione. Costoro vivono già nel futuro mentre i loro genitori stentano a liberarsi del passato. È necessario gestire una ritirata dal vecchio mondo lasciando in eredità le condizioni per realizzarne uno nuovo. Un vero statista non cerca nemici da eliminare una volta per tutte, ma come il genitore di un adolescente, combatte contro l’opposizione e allo stesso tempo l’aiuta a crescere per garantire continuità nell’alternanza.