BpVi e Vb, imprenditori: «soldi da privati? Manca progetto»

Gli imprenditori veneti replicano alla richiesta Ue di aumentare di circa un miliardo i soldi dai privati per la ricapitalizzazione delle due ex popolari venete. Come scrive Gianni Favero sul Corriere del Veneto a pagina 15, la Bce ha fissato un tetto agli aiuti di stato e, sui 6,4 totali per rimettere in sesto le due banche, una gran parte la dovranno fare soggetti non pubblici. «Anche avendone possibilità ed intenzione, chi è quell’investitore potenziale disponibile a mettere soldi propri in un progetto di cui non si conosce nulla? Perché un imprenditore dovrebbe puntare su Veneto Banca o su Popolare di Vicenza se i piani industriali in concreto non esistono e le idee cambiano ogni due giorni?», commenta caustico Giovanni Gajo, fondatore di Alcedo Sgr.

Sullo stesso piano Fabio Franceschi, patròn di Grafica Veneta: «non dobbiamo parlare di imprenditori che si nascondono – dice, replicando alle critiche verso la categoria del sottosegretario all’Economia, Pierpaolo Baretta – ma di una situazione che si deve ricomporre, e questo non dipende da noi», l’atteggiamento di Bruxelles è «aggressivo verso banche che sono molto deboli. Non appena si vedrà una ripartenza l’impegno degli imprenditori del territorio non mancherà». E se sul tema Confindustria mantiene finora il silenzio, Apindustria Vicenza apre: «un miliardo si può trovare, non sono necessarie moltissime aziende per metterlo insieme – dice il presidente Flavio Lorenzin – riteniamo però cruciale l’intervento della Regione, che ha i numeri e i mezzi per coinvolgere gli attori necessari».