«BpVi e Vb, ok aiuti Stato ma con piano industriale»

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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato dell’Associazione soci banche popolari sul salvataggio di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca

Siamo favorevoli al salvataggio delle due ex popolari venete a condizione che ci sia un preciso piano industriale e un netto e fortissimo taglio dei costi in vista della ormai inevitabile fusione. Solo così avrà senso procedere all’aumento di capitale preventivo pari a 6,4 miliardi di euro senza correre il rischio di buttare denaro dei contribuenti, per vedere magari l’ennesimo carrozzone mangiasoldi. Non vogliamo la nascita una nuova “Alitalia bancaria”. Bisogna senza indugi procedere al taglio della voce di costo più consistente ovvero il personale. Solo riducendo il perimetro aziendale della nuova banca nata dalla fusione con una sensibile riduzione dei costi del personale e operativi si può sperare di salvare i due istituti.

Proponiamo di destinare una parte dei 20 miliardi riservati dallo Stato ai salvataggi bancari a creare un apposito fondo per il personale in esubero . Questo si potrebbe attivare subito, accelerando al massimo nel contempo il processo di fusione da concludersi tassativamente entro l’anno. La nuova banca dovrà essere piccola, basata sul Veneto e concentrarsi sui segmenti di mercato a maggiori margini quali le aziende e i professionisti. Solo in questo modo si potrà preservare qualcosa anche per i vecchi soci e non rischiare il bail in che sarebbe un autentico bagno di sangue per il nostro territorio e anche per il personale con la cancellazione immediata di tutti i posti di lavoro (11.000). Una cosa che non conviene a nessuno. I tedeschi non hanno forse salvato le loro malconce banche? Perchè non dovremmo farlo noi? Piaccia o no agli euroburocrati. O così o sarà morte per tutti.

Enzo Guidotto – presidente

Gianni Miazzo  – vicepresidente

Alessandro Dalla Via – vicepresidente

Associazione Soci Banche Popolari

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