458 milioni di email e password rubate da hacker russi

Il più grande furto di credenziali della storia è stato scoperto dall’azienda di sicurezza informatica Yarix di Montebelluna: un archivio con quasi 458 milioni di indirizzi email e password di privati, aziende, ministeri, enti governativi, banche, ospedali, università, fino alla Casa Bianca e al Parlamento Europeo. Come riporta Fabio Poloni a pagina 12 della Tribuna, l’archivio di dati rubati, che pesa circa 17 gigabyte suddivisi in 10 file di testo (.txt), è stato caricato su una “cloud” digitale che porta in Russia. «Chi ruba dati – spiega Mirko Gatto, ad di Yarix – è un gruppo di hacker che solitamente prima cerca di monetizzare, con vendite o ricatti, poi li cede ad altre “crew” di hacker in cambio di altri dati. A lavoro terminato, come in questo caso, li pubblicano in chiaro, accessibili», col fine ultimo di «creare anarchia e paura».

«Cambiare le password di frequente e usarne di diverse è la prima regola», spiega Gatto. L’azienda di Montebelluna in queste ore è in contatto «con il ministero dell’Interno per la gestione di questa minaccia nei confronti dei soggetti pubblici e privati di maggiore interesse strategico nazionale», mentre gli hacker “buoni” sotto copertura lavorano nel “deep web” proseguire il lavoro di analisi e intelligence. «Il colpo d’occhio sui domini presenti in questo archivio, ribattezzato “Anti Public“, rivela e conferma l’estensione della vulnerabilità in cui viviamo: dalla Casa Bianca all’intero sistema militare e accademico in Italia, abbiamo davanti la fotografia esatta della nostra fragilità, che si nutre di una cultura della sicurezza ancora ampiamente acerba».

(Ph. Flickr)