Stop consumo suolo, Veneto approva legge

Ieri sera il Consiglio regionale del Veneto ha approvato la norma che contingenta il consumo di terra e paesaggio: 26 i voti favorevoli della maggioranza e di Marino Zorzato (Ap), 13 contrari di Pd, Mdp, M5s e Cristina Guarda (lista Moretti), astenuti Lista Tosi, Andrea Bassi (Centrodestra Veneto) e Franco Ferrari (Moretti). Come riporta Monica Zicchiero sul Corriere del Veneto a pagina 2, il testo finale mira a favorire le politiche agricole sostenibili, le azioni per il ripristino della naturalità, la demolizione degli edifici nelle zone a rischio idraulico, e incentiva il recupero e il riuso del già costruito. La giunta deciderà la quantità massima di consumo di suolo ammesso sulla base di indicazioni sul “consolidato” fornite dai Comuni e se i centri commerciali vanno costruiti in deroga o meno.

L’obiettivo è «avviare uno sviluppo edilizio a saldo zero, senza mortificare esigenze insediative legittime», ha spiegato Silvia Rizzotto (lista Zaia). Non rientrano negli interventi bloccati opere come la Pedemontana e i project financing non ancora realizzati ma dichiarati di interesse pubblico dalla Regione nelle scorse legislature, dalla Nogara Mare al TaVe e la Valsugana. Critiche le opposizioni: Andrea Zanoni (Pd) parla di «legge-scudo per capannoni, autostrade, cave e grandi opere», mentre per Manuel Brusco (M5S) la legge «vanifica le premesse con le disposizioni transitorie e finali».

(Ph. Arv)

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