Assopopolari: «sindacati e associazioni, basta mistificazioni»

Pubblichiamo il comunicato di Francesco Celotto, consigliere dell’Associazione Soci Banche Popolari

Non posso esimermi dall’intervenire dopo aver letto gli ultimi interventi apparsi sul vostro quotidiano della Barberotti (Cisl) e di Ugone. Rimango stupito dalla continua rimozione della realtà che fanno i sindacati sulle ragioni che conducono all’attuale disastro delle ex popolari venete: la presenza di costi esorbitanti e fuori controllo e di crescenti crediti deteriorati. Sul primo versante ricordo che le nostre banche hanno un cost-income che viaggia sul 100-110% ovvero i costi operativi pareggiano o superano le entrate. A causa dei costi del personale in primis che bruciano circa 700-800 milioni all’anno. Il sistema bancario italiano ed europeo ha un cost-income che si aggira sul 50-60%. Questo vuol dire che per portare le due banche quantomeno al livello del sistema serve tagliare del 50% il personale. Senza questo taglio le due banche non saranno mai in grado di produrre teoricamente utili, bruciando anzi l’eventuale apporto di denaro pubblico che dovrebbe essere fatto. Mi piacerebbe che i sindacati si rendessero conto di questo senza mistificare una realtà che è dura, anzi durissima. Bruxelles lo ha ripetuto anche in questi giorni. Sempre che si trovi il miliardo necessario per autorizzare l’aumento di capitale precauzionale.

Serve un atteggiamento costruttivo da parte dei sindacati che invece si trincerano come certa politica (Baretta in primis) dietro a minacciosi e sterili proclami. Quanto alla proposta di bad bank, allo stato attuale è di fatto impraticabile e porterebbe comunque a pesanti ulteriori perdite di bilancio. In quanto al buon Ugone, dall’alto dell’1% di vecchi soci che dice di rappresentare, fa un po’ di tenerezza. Questo suo agire da Pancho Villa de noantri non lo ha portato molto lontano nonostante i suoi proclami assetati di giustizialismo ma poveri di proposte. Oltre il 70% dei vecchi soci ha accettato la transazione e non gli sono rimaste molte carte in mano. Avesse a suo tempo accettato di collaborare con le altre associazioni dei soci invece di trincerarsi nel suo individualismo avremmo potuto forse, dico forse, aver fatto qualcosa in più. La nostra associazione, la sola da questo punto di vista, ha portato avanti mesi fa una proposta sulla emissione di obbligazioni legate agli npl riservata ai vecchi soci in grado di aumentare la percentuale di rimborso. Anche il presidente Mion si era detto disposto a discutere la nostra proposta. Sempre che le due banche si salvino. È ora di guardare in faccia la dura realtà. Il tempo delle facili mistificazioni e delle sterili proteste è finito da un pezzo.

(Ph. Youtube / Veneto Uno)

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