Interporto Padova, arrestata banda di caporali

Un’indagine condotta dalla Digos e dalla Mobile ha portato alla luce una vera organizzazione di caporalato attiva nel Padovano. Gli arrestati, un 52enne originario di Lendinara e due padovani, ricattavano centinaia di stranieri, quasi tutti del Bangladesh, che figuravano come dipendenti part time pur lavorando più di 70 ore a settimana nei magazzini dell’Interporto di Padova. Come scrivono Angela Tisbe Ciociola e Nicola Munaro sul Corriere del Veneto a pagina 9, il sistema gestiva ogni fase, dal reclutamento dei lavoratori all’estero alla loro assunzione, con contratti rinnovati ogni tre mesi.

Gli aspiranti dipendenti per essere assunti dovevano versare mille euro e i loro conti correnti erano gestiti direttamente dalla banda, che prelevava il 30% degli stipendi versati. Impossibile ribellarsi: qualsiasi tentativo di protesta comportava la perdita del permesso di soggiorno. Nell’ottobre scorso è cambiata la legge sul caporalato rendendo perseguibile anche il datore di lavoro e non si escludono sviluppi che possano coinvolgere altre persone.

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