Salvataggio banche, Passera: «sì Mps, no BpVi e Vb»

«Senza un piano convincente per il salvataggio di Veneto Banca e di Banca Popolare di Vicenza, c’è da chiedersi perché bisognerebbe metterci altri soldi. Nel caso dei due istituti di credito veneti, mancano i presupposti della sostenibilità aziendale. Non dimentichiamo che sono già stati messi quattro miliardi di risorse tra private e pubblico-private». Così, in un articolo di Rubina Bon sul Mattino a pagina 15, l’ex ministro allo Sviluppo economico nel governo Monti, Corrado Passera.

«In un sistema bancario dove le banche buone salvano quelle cattive, alla fine si va a indebolire l’intero sistema», ha continuato Passera a margine dell’udienza sul processo Mose alla quale era presente ieri come testimone. Il caso delle banche venete, ha spiegato l’ex ministro, è diverso da Mps: se per Monte Paschi il salvataggio avrebbe senso «poiché la tenuta industriale è potenzialmente dimostrata», per le ex popolari venete mancano i presupposti e un piano di rilancio «veramente convincente». «Su Veneto Banca e Popolare di Vicenza bisognava intervenire prima», conclude Passera escludendo tuttavia il tracollo dell’economia regionale («non mi aspetterei problemi gravi per il Veneto»).