Consoli: «banca territorio finita, ma dopo 20 anni grandiosi»

Sul Gazzettino in edicola oggi la seconda parte dell’intervista di ieri di Maurizio Crema e Ario Gervasutti all’ex numero uno di Veneto Banca, Vincenzo Consoli. Che si difende punto per punto: la prassi delle “operazioni baciate” (lo scambio tra fidi e azioni): «Il mondo delle popolari ha sempre avuto affidamenti a fronte delle proprie azioni. Da sempre. (…) le presunte operazioni baciate evidenziate dalla Bce nell’ispezione del 2016 secondo nuovi e più stringenti criteri entrati in vigore nel 2014 sono di circa 250 milioni e si riferiscono ad un manipolo di operazioni relative a più anni. (…) Fino a tutto luglio 2013, come vi ho detto, non c’erano problemi. Questi iniziano alla fine della seconda ispezione, quando iniziano a circolare voci di chissà quali problemi patrimoniali, che come ho spiegato e come ha certificato Bankitalia erano in realtà contenuti».

Il ruolo della vigilanza Bce subentrata a Bankitalia: «improvvisamente nessuna politica di bilancio appare più abbastanza prudente. Gli accantonamenti sugli immobili non sono mai sufficienti, così le banche non finanziano più l’acquisto degli immobili e quindi questi si deprezzano ulteriormente e di conseguenza le banche perdono ancora di più nell’attività di finanziamento degli immobili. Una spirale viziosa che trova riscontro nei bilanci di quasi tutte le banche, e sottolineo quasi tutte, che ogni 6 mesi rivedono in aumento gli accantonamenti sui crediti. Inoltre Bce a quel punto richiede coefficienti patrimoniali più elevati e quindi aumenti di capitale»; la rivendicazione del lavoro svolto: «Parlare oggi di banca del territorio è desueto e sicuramente pericoloso, ma quello che abbiamo fatto per vent’anni è stato, permettetemi di dirlo, non solo ineccepibile ma grandioso. Sono migliaia le persone e gli imprenditori che confermerebbero il ruolo essenziale che Veneto Banca ha avuto per loro e per le loro attività, se solo la si smettesse di svendere la troppo facile verità della banca portata alla rovina da un nugolo di malfattori».