Vicenza, Confcommercio: «recintare Campo Marzo non basta»

Il presidente di Confcommercio Vicenza Sergio Rebecca interviene con una nota dopo la rissa tra immigrati a Campo Marzo in pieno giorno, avvenuta alcuni giorni fa: un fatto «inqualificabile e aumenta ancora più la soglia di allarme tra i cittadini in primis e poi tra gli stessi imprenditori del commercio e del turismo del centro storico, visto che tutto questo è accaduto praticamente nel cuore della città. Siamo tutti convinti che le Forze dell’Ordine (tra l’altro tempestivamente intervenute nel caso specifico come in altri casi) stiano facendo il massimo, ma a questo punto il “massimo” non basta più, perché siamo di fronte a persone che sanno di poter fare qualsiasi cosa senza rischiare nulla». L’ipotesi di recintare Campo Marzo, per Rebecca, da sola non basta a risolvere l’emergenza: «il problema reale – afferma – è che la condizione di richiedenti asilo, unita a norme penali che da garantiste si sono trasformate in lassiste, fa di questi finti profughi degli impunibili. Questa gente (che nulla ha a che fare con chi realmente scappa da situazioni catastrofiche) sa i confini entro i quali può delinquere senza finire in carcere, sa che è difficilissimo essere preso e rispedito a casa propria e si fa forza di tutto questo per vivere fuori dalle leggi, trascinando la nostra ed altre città nel degrado, seminando paura e insicurezza a tutti i livelli».

«Non si può più restare a guardare – aggiunge il presidente dei commercianti -, non possiamo più accettare la protervia di questi delinquenti che vivono di espedienti, di criminalità, di violenza, di sopraffazione e che agiscono fuori dalle regole civili. Urge trovare rimedi che vadano alla radice del problema». Nell’immediato, «è palese la necessità di avere a disposizione più uomini delle Forze dell’Ordine a controllare le strade, le piazze, i luoghi potenzialmente pericolosi. I cittadini sono stanchi di interventi spot, ci dicano quando arriveranno rinforzi: ci servono certezze sui tempi e sulle modalità». In secondo luogo, per Rebecca, serve una forte presa di coscienza della politica: «quello della sicurezza non è un problema solo di Vicenza», ma «un problema nazionale da risolvere con norme più severe, che non vanifichino l’egregio lavoro delle Forze dell’Ordine e diano alla Magistratura strumenti per rendere inoffensivi questi criminali. Abbiamo un problema di carceri piene? Allora, se serve, allarghiamole o utilizziamo tutte quelle forme di controllo di una delinquenza devastante». Per il presidente di Confcommercio Vicenza, si deve agire a livello normativo: «visto che oramai la campagna elettorale si avvicina, i partiti ci dicano come intendono risolvere il problema sicurezza, con proposte concrete, dichiarando un timing preciso di ciò che intendono fare. Non sono più ammesse risposte evasive: su questo tema i partiti si giocano la credibilità; e i cittadini, c’è di che esserne certi, ne terranno conto quando si tratterà di depositare la scheda elettorale nell’urna».

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