BpVi e Vb, l’ipotesi: soluzione “portoghese”

Prosegue senza sosta la ricerca di una soluzione per il salvataggio di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Come scrivono Marco Ferrando e Gianni Trovati sul Sole 24 Ore a pagina 25, per trovare gli 1,25 miliardi chiesti ai privati da Bce e DgComp per ricapitalizzare i due istituti, ora spunta anche l’ipotesi del ricorso all’emissione di strumenti ibridi di capitale, convertibili o additional tier 1. Gli occhi di tutti sono puntati su un precedente in Portogallo: quello della Caixa Geral de Depòsitos (in foto la sede). Il 10 marzo scorso la DgComp ha infatti autorizzato la banca a procedere ad un piano di rafforzamento da 3,9 miliardi con l’emissione di 930 milioni di bond additional Tier 1 a favore di investitori «non collegati allo Stato portoghese».

Ci sono vari aspetti che accomunano la Caixa alle due banche venete: la banca portoghese è completamente pubblica e leader di mercato nel Paese. L’istituto si trova ad affrontare un gap di capitale a causa del quale ha dovuto presentare alla Bce un piano industriale con scadenza al 2020. Lo stesso piano è stato poi vagliato dalla DgComp per verificare possibili violazioni della disciplina sugli aiuti di Stato. Al termine dell’istruttoria la DgComp ha concluso che la «ricapitalizzazione è portata avanti a condizioni di mercato, e che pertanto non prevede alcun ulteriore supporto pubblico». I negoziatori considerano quindi che se Bruxelles ha autorizzato il ricorso agli At1 per Caixa, potrebbe fare lo stesso con BpVi e Veneto Banca. I titoli potrebbero essere coperti da garanzia statale o proposti ai fondi di private equity. Ma i fondi, da Atlas a Baupost, sono però restii ad un intervento a fianco dello Stato. E un convertibile consentirebbe loro di entrare nel capitale solo in caso di effettivo risanamento.

(ph: dinheirovivo.pt)