Bulgarini si candida sindaco con “Vicenza Domani”

Il vice di Variati raduna i primi arruolati per le primarie di centrosinistra in un incontro a porte chiuse. I nomi e le idee

L’aveva annunciata domenica in un’intervista al GdV, sia pur senza fornire dettagli pratici, la sua associazione che lo supporterà alla candidatura a sindaco di Vicenza. Ma ieri sera Jacopo Bulgarini d’Elci, vicesindaco e assessore alla Crescita (una formula per dire cultura, rapporti con le categorie economiche e partecipate come la Fiera, un tutt’uno che rende la concezione di Kultur come fare business con altri mezzi), l’ha presentata in un primo incontro ufficiale per raccogliere le adesioni operative. Luogo: sala riunioni delle piscine comunali.  Protagonista: ovviamente lui, che aveva in più occasioni preannunciato la nascita della sua “Cosa”, ma avendo riscontrato più difficoltà del previsto nel radunare colonnelli e truppe, di rinvio in rinvio è giunto finalmente a quagliare. Nome: “Vicenza Domani”. Logo: biancorosso. Scopo dell’iniziativa: sostenerlo alle primarie del centrosinistra da cui uscirà la candidatura unitaria per le elezioni municipali nella primavera del 2018.

L’adunata, più che ufficiale, è stata ufficiosa: era su invito (o a volte su autoinvito). C’erano i fedelissimi già schierati compatti attorno a Bulgarini for major: due assessori (Umberto Nicolai, che faceva un po’ da padrone di casa essendo lui titolare dello sport e formazione, e Annamaria Cordova, partecipazione), i consiglieri comunali Lorella Baccarin e Fioravanti Rossi (lista Variati), esponenti del mondo dell’arte e del design come Ale Giorgini e Sotirios Papadopoulos. Allargando la maglia, c’erano poi gli interessati ma non convinti, praticamente tutti del Pd, ala renziana: come il consigliere comunale Giancarlo Pesce, Silvia Dalle Rive e Sacha Catalano. Infine, fra i professionisti e personalità di peso in città, l’ex assessore variatiano Umberto Lago, Alberto Galla dell’omonima storica libreria, Giannico Rodighiero (presidente del Conservatorio Pedrollo). Nessun imprenditore noto. In tutto, una trentina di persone.

Mattatore ovviamente lui, il Dandy di Palazzo Trissino. Che si è prodotto nella prevedibile spiegazione della sua “vision” sul futuro (visto che il passato si chiama Achille Variati: dieci anni di governo che hanno permesso a Bulgarini di infilarsi nella stanza dei bottoni, prima come portavoce e capo di gabinetto, mandato 2008-2013, e poi come componente di giunta e numero due dell’amministrazione). I concetti sono quelli già sentiti: un vago e improbabile comunitarismo contro l’egoismo, la difesa della sicurezza e delle legalità come temi di centrosinistra, l’integrazione degli stranieri a patto che rispettino le regole. Sul versante polemico, una certa insistenza nel menar sarcasmo contro Otello Dalla Rosa, l’unico altro candidato sindaco ufficializzato nel campo di sinistra. Partenza prevedibile, un po’ mesta. Ma c’è ancora tempo, per far scaldare i sopiti sensi della bella addormentata Vicenza.

(Ph: comune.vicenza.it)