BpVi e Vb, altra opzione: “liquidazione ordinata”

I due obbiettivi principali del governo italiano, per quanto riguarda la Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, sono ricapitalizzarle ed evitare il sanguinoso bail-in. Condizione necessaria imposta dall’Ue per riuscire a raggiungere questi due obbiettivi è necessario riuscire a trovare investitori privati disposti a versare altri 1,2 miliardi di capitale.

Come spiega Federico Fubini nell’edizione odierna del Corriere della Sera a pagina 27, le autorità di Roma e Bruxelles starebbero cercando una terza “via di fuga”: una liquidazione ordinata delle banche venete. Questa opzione permetterebbe ai due istituti di uscire gradualmente dal mercato senza far scattare il tanto temuto bail-in. La soluzione è possibile: è prevista dalle disposizione europee anche se la decisione di mettere le banche in liquidazione spetta alle autorità italiane.

In questo modo non ci sarebbero ulteriori perdite per chi detiene obbligazioni ordinarie e per i depositanti. Subirebbero invece delle perdite i detentori di titoli subordinati, i bond con rischi e rendimenti più alti, ma il governo italiano potrebbe prevedere dei rimborsi come avverrà per i creditori del Monte dei Paschi. La liquidazione ordinaria, però, prevede che gli aiuti siano erogati solamente per portare a scadenza o vendere le posizioni già aperte. Non potrà essere intrapresa alcuna nuova attività.

 

La stessa direttiva sul bail-in afferma che «si dovrebbe vagliare l’ipotesi della liquidazione prima di applicare strumenti di risoluzione». E il Single Resolution Board di Bruxelles, l’organo che innesca il bail-in , può decidere che non è nell’interesse pubblico mettere delle banche in risoluzione, in modo da evitare rischi di contagio o il panico fra i depositanti di altre banche.