BpVi e Vb, gaffe di Viola su bail-in

L’ad di Banca Popolare di Vicenza e presidente del comitato esecutivo di Veneto Banca, Fabrizio Viola, scivola su una gaffe. Come scrive il quotidiano formiche.net, intervistato il 2 giugno da Stefano Righi sul Corriere della Sera sugli effetti della crisi delle banche venete, Viola rispondeva così: «gli effetti di una crisi non risolta delle due banche venete non sarebbero molto inferiori a quelli generati dal default della Grecia. Per essere più chiari: la procedura di bail-in impone il rientro forzoso degli impieghi a tutela dei depositi. Si pensi che BpVi e Veneto Banca hanno concesso prestiti “buoni”, cioè al netto da sofferenze e incagli, per circa 30 miliardi. In gran parte concentrati nel Nordest, cioè nel territorio più importante per l’economia nazionale. Doverli richiamare da un momento all’altro creerebbe uno sconquasso tremendo, non senza conseguenze anche sul piano politico. Anche per questo faccio appello al senso di responsabilità delle autorità europee: le dimensioni in gioco non possono essere sottovalutate».

Ma in un successivo chiarimento apparso solo tre giorni dopo a pagina 33 del Corriere della Sera, Viola faceva dietrofront: «desidero rettificare una mia inesattezza contenuta nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera il 2 giugno scorso. Infatti, nel valutare le conseguenze del bail-in, ho fatto riferimento agli effetti che potrebbero, eventualmente, verificarsi nel caso di una liquidazione coatta amministrativa. Nello scusarmi per l’equivoco, desidero comunque evidenziare che una resolution delle due banche venete non potrebbe non avere effetti – sia pur indiretti – anche sull’offerta di credito nelle aree di riferimento delle due banche».

(ph: marketwatch.com)