Cassazione su Giacino: nuovo appello, rischia pena maggiore

Ieri sera in tarda serata la Cassazione si è espressa sul caso dell’ex vicesindaco di Verona, Vito Giacino (in foto a sinistrae della moglie Alessandra Lodi, condannati in appello a tre anni per concussione nei confronti dell’imprenditore edile Alessandro Leardini. Come scrive Fabiana Marcolini su l’Arena a pagina 13, la Suprema Corte ha accolto in parte il ricorso del procuratore generale Antonino Condorelli che aveva chiesto la conferma della condanna di primo grado a 5 anni. Sono stati invece respinti i ricorsi di Giacino e Lodi che chiedevano l’assoluzione in toto dall’accusa di aver ricevuto tangenti da Leardini in cambio di favori alle sue aziende. I due sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.

Con l’accoglimento della richiesta di annullamento con rinvio in appello, ci sarà dunque un nuovo processo in cui la Corte d’Appello di Venezia sarà chiamata ad esprimersi in un nuovo giudizio sulla «promessa» della maxi-tangente da 1,2 milioni fatta nel 2011 e alla dazione in contanti di 100.000 euro nello stesso anno. Il rinvio viene motivato con la necessità di adeguare, ovvero aggravare, la pena riguardo alla tangente. Giacino quindi rischia una pena ancora maggiore.