Giacino condannato, Tosi: «resta una amico»

Il sindaco uscente di Verona Flavio Tosi (in foto), commenta la sentenza della Cassazione che ha confermato la condanna per l’ex vicesindaco e suo braccio destro Vito Giacino a 3 anni e 4 mesi per concussione (alla moglie Alessandra Lodi 2 anni e 4 mesi)  e disposto il rinvio in appello per un’altra tangente ricevuta dall’imprenditore edile Alessandro Leardini. «Vito Giacino, come ho detto anche in momenti più difficili, proprio all’inizio della vicenda quando è stato tradotto in carcere, era un amico, rimane un amico, ha avuto una condanna dalla giustizia, pagherà il suo debito e almeno in parte lo ha già pagato», dichiara il primo cittadino in un articolo diLillo Aldegheri sul Corriere del Veneto nell’edizione di Verona a pagina 3.

«Noi – aggiunge Tosi – in dieci anni di attività da sindaco non abbiamo mai ricevuto un avviso di garanzia per reati contro la pubblica amministrazione. Ricordiamo solo alcuni dati di fatto oggettivi: fu Ciro Maschio a presentare Leardini (con il quale il sottoscritto non ha avuto nessun rapporto e, forse, lo ha incontrato una volta) a Vito Giacino e che fu lui, il leader di Fratelli d’Italia a Verona che sostiene la candidatura Sboarina, a presentare in tre occasioni in Consiglio comunale emendamenti in materia urbanistica favorevoli a Leardini; ovviamente questo non costituisce reato, è solo un dato di fatto. E, tra i sostenitori di Sboarina, – conclude Tosi – Massimo Mariotti per due volte presentò la candidatura di Leardini, in qualità di esperto in materia urbanistica, all’interno della commissione edilizia comunale, cioè quella che valutava i progetti da approvare o meno da parte dell’amministrazione».