Vaccini, Zaia: «no a coercizione, coperture al 92%»

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia prende posizione sul decreto legislativo 73, in vigore da oggi, che sancisce l’obbligo vaccinale e la gratuità di 12 vaccinazioni da somministrarsi a partire dal 60° giorno di vita ed entro i 16 anni. «Mi preoccupa maggiormente l’impatto del nuovo decreto sulle famiglie, sulle mamme e papà, che avverto preoccupati e disorientati – dichiara Zaia in una nota -. Del nuovo decreto contesto la forma coercitiva e l’eccessivo allarme di sanità pubblica attualmente giustificabile solo per il morbillo. La stragrande maggioranza dei genitori non sono contrari a vaccinare i loro figli, ma hanno bisogno di essere correttamente informati e accompagnati nella scelta vaccinale, tale consenso non si può ottenere imponendo le vaccinazioni a suon di multe, rinunciando in questo modo a fare un’azione educativa e culturale a favore della prevenzione. Con questo decreto non si convince, ma si impone un obbligo coercitivo. Inoltre, le multe hanno un aspetto discriminatorio: chi ha soldi può permettersi di non vaccinare i figli».

Coperture vaccinali per prima dose per vaccino esavalente – Coorti annuali

Per Zaia «un buon programma vaccinale, fatto bene, dovrebbe innanzitutto prevenire e chiarire i dubbi dei genitori, rispettare i tempi vaccinali, privilegiare i vaccini effettivamente fondamentali e indispensabili, e prevedere una grande campagna informativa e una seria anagrafe vaccinale, come quella organizzata in Veneto». Proprio in Veneto, unica regione in Italia che da 10 anni ha superato l’obbligo vaccinale, si registrano tassi di copertura superiori al 90% e, secondo i report semestrali sulle vaccinazioni, la percentuale dei genitori che manifestano dissenso definitivo alla vaccinazione è calato dal 3,5 % del 2015 al 2,5% del 2016, fino al 2,1% dell’ultimo semestre. Dati che per la Regione dimostrano una ritrovata fiducia nelle vaccinazioni da parte dell’opinione pubblica.

Percentuale non vaccinati e dissensi alla vaccinazione per poliomielite nella Regione Veneto – Coorti annuali.

«Il percorso che la Regione Veneto ha messo in atto in questi anni in attuazione della legge di superamento dell’obbligo continua a dare risultati soddisfacenti – commenta il presidente -. I dati infatti confermano la correttezza della scelta che è stata possibile realizzare in quanto basata su alcuni pilastri fondamentali: la disponibilità dell’anagrafe sanitaria informatizzata per la registrazione delle vaccinazioni, la sorveglianza delle malattie infettive trasmissibili, la sorveglianza degli eventi avversi a vaccino, la formazione degli operatori e l’informazione rivolta ai genitori e alla popolazione. L’andamento delle coperture vaccinali in Veneto – conclude Zaia – rafforza la nostra convinzione che l’approccio corretto da adottare nell’offerta vaccinale non è l’imposizione coercitiva ma la promozione delle vaccinazioni effettivamente necessarie, con un lavoro di sensibilizzazione e informazione da parte degli operatori e l’adesione consapevole da parte della popolazione».

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