Venezia, giudice nega mantenimento: «ex moglie vada a lavorare»

«La signora è laureata, si trovi un lavoro», è l’invito che emerge tra le righe del provvedimento sottoscritto dal giudice del Tribunale di Venezia Tania Vettore. Come riporta Andrea Priante sul Corriere del Veneto a pagina 6, per la prima volta in Veneto viene confermato l’orientamento della Cassazione che ha superato il vecchio principio secondo cui occorre garantire all’ex coniuge il tenore di vita goduto durante il matrimonio.

Il giudice ha evidenziato che la situazione patrimoniale dell’ex marito è peggiorata dal momento della separazione, mentre «la signora abita la casa familiare», ha la «nuda proprietà di un immobile e risulta aver di recente venduto un altro immobile». L’ex marito – che ha ottenuto anche il «collocamento prevalente» della figlia – canta vittoria. «Il matrimonio è un atto di libertà – spiega il suo avvocato – e come tale prevede “auto-responsabilità”. Questa sentenza va nella giusta direzione: divorziare dal marito non equivale più a garantirsi uno “stipendio” a vita».

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