Video falsi a Le Iene: Blue Whale solo una bufala?

Blue whale, bufala o no? I dubbi aumentano dopo l’intervista di Selvaggia Lucarelli a Matteo Viviani – pubblicata sul Fatto Quotidiano e ripresa sulla pagina Facebook della stessa Lucarelli – e la scoperta che i video ripresi nel servizio de Le Iene che ha fatto esplodere il caso in Italia sono dei falsi. Viviani ammette di aver ricevuto i video da «una tv russa su una chiavetta e ammetto la leggerezza nel non aver fatto tutte le verifiche, ma erano comunque esplicativi di quello di cui parlava il servizio, non spostavano di una virgola il succo della questione». La Lucarelli gli fa notare che erano comunque un falso, ma Viviani si difende: «era solo il punto di partenza, cambiava qualcosa se mettevo un voice over di 4 secondi in cui dicevo che quei video non erano collegati al Blue whale?». «Sì, direi di sì», risponde l’opinionista del Fatto, incalzando: «sai che come documentato dal sito “Valigia blu” nessuno in Italia prima del 14 maggio cercava “Blue Whale” su Google e dopo c’è stato un picco di ricerche? Non hai paura di aver diffuso tu il fenomeno qui?».

La iena ribatte: «ieri sono andato in una classe e ho chiesto quanti conoscessero il Blue Whale prima del mio servizio. La metà degli alunni ha alzato la mano». Viviani si dice orgoglioso del suo lavoro, ma nel servizio era presente un altro falso: «sai che il ragazzino di Livorno citato nel tuo servizio secondo le indagini non si è suicidato per il Blue Whale?», domanda Lucarelli. «Ma noi lo abbiamo premesso che il legame col Blue Whale era la versione del suo amico e che era solo il punto di partenza del servizio». L’intervistatrice risponde che era lo stesso «un punto di partenza falso però. Non verificato, senza prove». Viviani si spazientisce: «senti, in Russia i suicidi ci sono stati, in Ucraina ne sono stati accertati 4. Lo dice la polizia, non io». Tuttavia, la Lucarelli fa presente che «in Russia, alla fine, l’arrestato per il Blue Whale era collegato ad una sola istigazione al suicidio delle 130 che inizialmente gli erano state contestate» e che «se le indagini non portano risultati non si può spacciare un sospetto per una notizia».

Tags: