Elezioni a Belluno, i 7 delle amministrative “selvagge”

La sfida dell’uscente Massaro in un quadro tutto rimescolato. Con centrodestra e centrosinistra divisi anche al loro interno

Elezioni amministrative, a Belluno è sfida a sette in un quadro politico frammentato che vede centrosinistra e centrodestra correre divisi anche al loro interno.

Il Partito Democratico si presenta da solo con il candidato Paolo Bello, dopo la fallita intesa con il sindaco uscente Jacopo Massaro, che si ricandida sostenuto da tre liste: “In Movimento”, lista profondamente rinnovata con 19 new entry su 32 candidati, “Insieme per Belluno”, che ha come capolista il vicesindaco uscente Lucia Olivotto e la civica “Belluno D+”, nata dalle ceneri dell’ex gruppo centrista di minoranza di Ida Bortoluzzi, avversaria di Massaro cinque anni fa.

Massaro ha perso il sostegno di “Patto per Belluno Dolomiti”, che ha scelto di appoggiare l’ex forzista Paolo Gamba. Archiviato il procedimento penale in qualità di ex presidente della società di pallavolo Spes Belluno, anche il candidato civico di centrodestra – ex assessore della giunta Prade appoggiato da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Fare – si presenta con il sostegno di tre liste: oltre al gruppo di Celeste Balcon, “Obiettivo Belluno” e “Belluno è di tutti”.

La Lega Nord corre da sola con il consigliere regionale Franco Gidoni, già vicesindaco tra il 2006 e il 2008, e una lista di militanti storici. Gidoni competerà con l’ex alleato Franco Roccon, candidato di Indipendenza Veneta alle elezioni regionali del 2015 a cui ha soffiato lo scranno a Palazzo Ferro-Fini per una manciata di voti. Insieme a Roccon, in lista con “Civiltà Bellunese” anche l’ex segretario della Lega cittadina Jacopo Savasta e Walter De Barba, presidente della pallavolo Sedico.

Il Movimento Cinque Stelle ha faticato a trovare candidati e a chiudere la lista. Alla fine la scelta dei grillini è ricaduta su Stefano Messinese, ex consigliere comunale dei Verdi scelto senza il ricorso alle “comunarie”. Con lui, anche Luca Salvioni, già candidato alle scorse elezioni regionali, mentre non ci saranno i due consiglieri uscenti Andrea Lanari e Stefano Marchese. Outsider di queste elezioni, Elder Rambaldi del Partito comunista dei lavoratori, 28 anni, il più giovane tra i candidati sindaco.

Un totale di 11 liste e 292 candidati consiglieri in corsa per Palazzo Rosso. Il sindaco Massaro, grande favorito, punta alla rielezione facendo leva sulla continuità nelle politiche di innovazione e di sostegno alle imprese. Sicurezza e immigrazione sono le parole d’ordine nel centrodestra diviso il moderato Gamba, il leghista Gidoni e l’indipendentista Roccon. Territorio e senso di comunità sono al centro del programma del dem Bello, mentre i candidati anti-sistema Rambaldi e Messinese pongono l’accento su ambiente e lavoro.